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Educazione affettiva e sessuale nelle scuole: cosa chiede il referendum

by Rino Arrigoni

11 Agosto 2026

Fonte: https://referendumeducazioneaffettiva.it/

Il referendum in poche parole

Il referendum propone l’abrogazione della Legge 9 giugno 2026, n. 104, entrata in vigore il 7 luglio 2026 e intitolata “Disposizioni in materia di consenso informato in ambito scolastico”.

La legge introduce una disciplina specifica per le attività scolastiche che riguardano temi attinenti alla sessualità.

Nelle scuole secondarie prevede, tra le altre cose:

• il consenso informato preventivo e scritto dei genitori per gli studenti minorenni;

• la preventiva visione dei materiali che saranno utilizzati;

• la non partecipazione degli studenti per i quali il consenso non viene prestato;

• in alcuni casi, attività formative alternative;

• la presenza di un docente durante le attività che coinvolgono minorenni.

Per la scuola dell’infanzia e la scuola primaria, invece, la legge esclude le attività didattiche, progettuali e le altre attività aventi ad oggetto temi attinenti alla sessualità, fermo restando quanto già previsto dalle Indicazioni nazionali.

Cosa chiede esattamente il referendum?

Il quesito depositato in Cassazione chiede:

“Volete Voi che sia abrogata la Legge 9 giugno 2026, n. 104, recante «Disposizioni in materia di consenso informato in ambito scolastico»?”

Si tratta quindi di un referendum abrogativo dell’intera legge.

Cosa succederebbe se la legge fosse abrogata?

È importante chiarire anche cosa il referendum NON fa.

L’abrogazione della legge 104/2026 non introdurrebbe automaticamente una nuova materia scolastica obbligatoria denominata “educazione affettiva e sessuale”.

Verrebbero eliminate le regole speciali introdotte nel 2026 e continuerebbero ad applicarsi le norme generali che regolano l’autonomia scolastica, l’offerta formativa e la partecipazione delle famiglie.

Ogni scuola continuerebbe quindi a programmare le proprie attività attraverso il Piano triennale dell’offerta formativa, il PTOF.

Il PTOF viene elaborato dal Collegio dei docenti sulla base degli indirizzi del dirigente scolastico e viene approvato dal Consiglio d’istituto, nel quale sono presenti rappresentanti eletti dei genitori e, nelle scuole superiori, degli studenti.

La normativa prevede inoltre che nella predisposizione del Piano siano prese in considerazione le proposte e i pareri degli organismi e delle associazioni dei genitori.

Il PTOF deve essere pubblico.

Cosa significa “educazione affettiva e sessuale”?

Non significa proporre gli stessi contenuti a una bambina di sei anni e a uno studente di diciassette.

L’approccio indicato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità e dagli organismi delle Nazioni Unite è progressivo e adeguato all’età e allo sviluppo.

Nei primi anni significa soprattutto imparare a:

• riconoscere e comunicare le proprie emozioni;

• conoscere e rispettare il proprio corpo e quello degli altri;

• comprendere il concetto di privacy e di confine personale;

• sapere che si può dire “no” a un contatto che mette a disagio;

• riconoscere le persone adulte a cui chiedere aiuto;

• imparare il rispetto nelle amicizie e nelle relazioni.

Crescendo possono essere affrontati progressivamente:

• pubertà e cambiamenti del corpo;

• relazioni affettive;

• consenso e rispetto dei confini;

• stereotipi e discriminazioni;

• sicurezza digitale e condivisione di immagini;

• prevenzione della violenza;

• salute sessuale e riproduttiva;

• contraccezione;

• prevenzione delle infezioni sessualmente trasmesse.

Non esiste quindi un unico contenuto chiamato “educazione sessuale”: contenuti e linguaggio devono essere adeguati alle diverse età.

Perché se ne parla a scuola?

La famiglia ha un ruolo fondamentale nell’educazione delle figlie e dei figli.

Ma non tutte le famiglie possiedono le stesse informazioni, non tutti i ragazzi riescono a parlare liberamente in famiglia e alcuni temi possono essere particolarmente difficili da affrontare.

La scuola può rappresentare uno spazio comune nel quale fornire informazioni scientificamente corrette, strumenti per riconoscere situazioni di rischio e indicazioni su dove chiedere aiuto.

Secondo l’OMS, programmi di educazione sessuale completi e adeguati all’età aumentano conoscenze e competenze e non risultano associati a un aumento dell’attività sessuale. Le evidenze disponibili indicano invece che possono favorire comportamenti più consapevoli e, in alcuni contesti, ritardare l’inizio dell’attività sessuale.

Educazione affettiva significa parlare solo di sesso?

No.

Relazioni, rispetto, emozioni, consenso, corpo, prevenzione della violenza, sicurezza online e capacità di chiedere aiuto sono parti dello stesso percorso educativo.

Per questo il dibattito non riguarda soltanto “quando parlare di sesso”, ma quale ruolo debbano avere scuola, studenti e famiglie nell’educazione alle relazioni, alla consapevolezza e alla prevenzione.

Le famiglie verrebbero escluse?

No.

L’abrogazione della legge 104/2026 eliminerebbe il particolare meccanismo di consenso preventivo scritto introdotto da quella legge, ma non eliminerebbe la partecipazione delle famiglie alla vita scolastica.

I genitori continuerebbero a:

• eleggere i propri rappresentanti;

• partecipare al Consiglio d’istituto;

• conoscere il PTOF;

• formulare proposte e pareri;

• confrontarsi con docenti e dirigente scolastico;

• intervenire attraverso gli organismi di rappresentanza previsti dall’ordinamento scolastico.

La domanda posta dal referendum è quindi più specifica: per queste attività deve esistere un ulteriore consenso individuale scritto oppure devono essere regolate, come le altre attività educative, attraverso gli ordinari strumenti di partecipazione e autonomia scolastica?

Informarsi è il primo passo per poter decidere consapevolmente.

Per firmare clicca sul link: https://referendumeducazioneaffettiva.it/

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