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La segregazione alimentare alla primaria di Mortara

by Rino Arrigoni

25 Settembre 2026

ALICE MODINI

Mai mi sarei immaginata che, nel 2026, privare alcuni bambini di un pasto uguale a quello dei compagni sarebbe stato oggetto di dibattito.

💥Premessa: questa non è tanto una presa di posizione partitica, quanto morale!

Vi chiedo perciò rispetto ed educazione nei commenti: chiunque commenterà in maniera schernitrice o offensiva verrà segnalato senza esitazione!💥

Nel 1982 gli antropologi Frederick Gearing e Paul Epstein utilizzarono l’espressione “curriculum nascosto” (“hidden curriculum”) per esplorare il modo in cui la scuola trasmette un determinato insieme di norme e valori che vanno al di là delle semplici materie insegnate.

In altre parole, i processi di insegnamento, l’organizzazione degli spazi, le modalità di interazione, le regole emanate sono espressione di una mentalità dominante che poi viene indirettamente “assorbita” da bambini e ragazzi.

In questo caso, quali valori il Comune di Mortara avrebbe intenzione di trasmettere?

Sicuramente viene fatto capire che non siamo tutti uguali, che è giusto che chi non paga mangi scondito, anche se chi ne subisce le ripercussioni è chi non ha niente a che vedere con le scelte dei genitori, perché in questa società chi è sprovvisto di denaro e quindi di merce di scambio non vale niente.

Poi ci si lamenta del disagio scolastico, dei giovani che non vogliono rispettare le regole e le istituzioni.

Ma ribaltiamo un attimo la prospettiva: che motivi danno queste istituzioni per essere rispettate?

Voi avreste desiderio di integrarvi e conformarvi ad una struttura che vi considera di serie B sin da piccoli? Molto probabilmente no.

LA MARGINALIZZAZIONE PORTA CONFLITTO

E non lo dico io, ma tutti quegli scienziati (antropologi e antropologhe) che hanno scelto di dedicare la loro carriera allo studio dei processi educativi e delle dinamiche scolastiche.

Il proposito della scuola dovrebbe essere quello, almeno in teoria, di livellare le differenze socioeconomiche. E quello del Comune di tutelare i cittadini più vulnerabili!

In questi ultimi mesi si è tanto sentito parlare di “degrado”, nel senso di perdita di decoro urbano e di insicurezza generalizzata.

Ecco, sono assolutamente convinta che chiunque difenda questo provvedimento sia espressione di un degrado immenso, un degrado morale, perché una società che non riconosce un bisogno primario è destinata al fallimento!

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