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25 novembre: perché eravamo in Piazza Vittoria con Non Una Di Meno

by Rino Arrigoni

26 Novembre 2025

MILU’ CHISARI

Il 25 novembre non è una data da tirare fuori una volta all’anno: è il giorno in cui ci guardiamo intorno e ci rendiamo conto che la violenza maschile sulle donne continua a essere ovunque. Nelle case, nei luoghi di lavoro, nelle strade, nei commenti, nei silenzi. Per questo noi Giovani Comunisti/e Pavia abbiamo scelto di essere in Piazza Vittoria insieme a Non Una Di Meno: perché non ci interessa fare presenza simbolica, ma esserci davvero.

Siamo scesə in piazza perché il patriarcato non è un concetto astratto: è un sistema che uccide, che giustifica, che colpevolizza. È qualcosa che vediamo ogni giorno nelle storie delle donne che ci stanno accanto, nelle relazioni, nelle dinamiche di potere che attraversano anche gli spazi politici. E non possiamo far finta di niente.

Non abbiamo ricette magiche, non abbiamo slogan salvifici. Abbiamo però una certezza: la lotta femminista non va lasciata sulle spalle delle donne da sole. Tocca anche a noi. Tocca a tuttə. E come organizzazione politica abbiamo la responsabilità di portare questa consapevolezza ovunque: nei circoli, nelle scuole, nei luoghi di lavoro, online e nelle strade.

Essere lì, il 25 novembre, significava prendere posizione. Senza ambiguità. Senza mezze parole. Significava dire che non basta indignarsi: bisogna ascoltare, formarsi, cambiare, mettersi in discussione e costruire insieme spazi che non riproducano la stessa violenza che vogliamo combattere.

Abbiamo portato le nostre bandiere, sì, ma soprattutto abbiamo portato i nostri corpi, le nostre voci, la nostra volontà di esserci non perché “si deve”, ma perché non vogliamo un mondo in cui la libertà delle donne viene ancora messa in discussione. E non parliamo solo dei femminicidi, ma di tutto ciò che succede prima: il controllo, la paura, il giudizio, le aspettative, la colpa che la società scarica addosso alle donne da sempre.

Continueremo a esserci. Non per fare numero, non per forma, ma perché questa è la nostra lotta tanto quanto è la vostra. Perché la libertà o è di tuttə, o non è. Perché una società che accetta la violenza sulle donne non è una società in cui vogliamo vivere. E noi, da Pavia, da Piazza Vittoria, lo abbiamo detto chiaramente. E lo diremo ogni giorno. Sempre.

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