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50 ANNI FA: 1974, UN ALTRO 25 APRILE, LA “RIVOLUZIONE DEI GAROFANI” IN PORTOGALLO

by Rino Arrigoni

25 Aprile 2024

In Portogallo vigeva un regime fascista. Il 28 maggio 1926 un colpo di stato guidato dal generale Gomes da Costa liquida la Repubblica Parlamentare e apre le porte alla dittatura fascista. Nel 1928 i militari assegnano con pieni poteri, il Ministero delle Finanze ad un professore universitario di Coimbra, Antonio de Oliveira Salazar che fa pagare alle masse popolari il prezzo della crisi economica. Costui crea un partito unico (Unione Nazionale) e instaura un regime fascista ispirandosi a Mussolini. Anche in quegli anni difficili si sviluppa la lotta contro il regime, guidata dal Partito Comunista Portoghese che opera in clandestinità, promuovendo scioperi e movimenti tra i braccianti, gli operai, i soldati e i marinai, pagando però il prezzo della repressione, di lunghe incarcerazioni, della morte in terribili campi di concentramento come quello di Tarrafal.
Negli anni dal 1936 al 1939, durante la guerra civile spagnola, il regime di Salazar appoggia, con un diretto intervento, i fascisti di Franco.
Nonostante la sconfitta del nazifascismo nella Seconda guerra mondiale, il regime di Salazar sopravvive in quanto, quando le sorti della guerra volgono in favore degli alleati, il governo portoghese, pur non entrando in guerra, si riavvicina all’ Inghilterra.
Nel 1949 il Portogallo è tra i membri fondatori del Patto Atlantico (la Nato) e concede agli Stati Uniti una base militare nelle isole Azzorre.
La repressione contro le lotte del proletariato, contro i comunisti, contro i democratici in ogni caso continua, nonostante si sviluppino di nuovo grandi lotte.
Il 3 gennaio 1960 dalla fortezza di Peniche riescono ad evadere 10 militanti responsabili del Partito Comunista tra i quali il compagno Alvaro Cunhal, segretario del Partito.
A partire dal 1961 le colonie portoghesi (Guinea-Bissau e Capoverde, Angola e Mozambico) sono investite dalla lotta armata per la Liberazione Nazionale. Le guerre coloniali accentuano le contraddizioni del sistema, con un ulteriore impoverimento delle masse popolari. All’interno delle Forze Armate, oltre che tra i soldati ed i marinai, anche tra gli ufficiali, in gran parte di complemento ( per lo più giovani studenti)si sviluppa un movimento antifascista e anticolonialista.
Nel settembre 1968 Marcelo Caetano sostituisce Salazar (che morirà nel 1970), ma il regime fascista continua sino a che, il 25 aprile 1974, una sollevazione dei militari progressisti (Movimento delle Forze Armate), appoggiata da grandi manifestazioni popolari, organizzate soprattutto dai comunisti, abbatte il governo. La radio, occupata dai militari progressisti, trasmette la canzone “Grandola Vila Morena”. A questo segnale il “Rossio”, piazza principale di Lisbona, viene occupata dai manifestanti.
Torna la democrazia, il nuovo governo portoghese concede l’ indipendenza alle colonie, viene varata un’ importante riforma agraria, strappando ai latifondisti le grandi proprietà e formando cooperative agricole.
Questi avvenimenti sono narrati dal Premio Nobel per la Letteratura, compagno Jose’ Saramago (“una terra chiamata Alentejo”).
Per alcuni anni la democrazia portoghese assume contenuti molto avanzati, ma poi, soprattutto per opera dei socialisti e dei socialdemocratici, anche se i comunisti portoghesi rimasero (e lo sono tuttora) un’ importante forza, si tornò ad un “normale” regime parlamentare.
Giuseppe Abbà.

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