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60 ANNI FA: 21 FEBBRAIO 1965, L’ASSASSINIO DI MALCOLM X

by Rino Arrigoni

21 Febbraio 2025

Il 21 febbraio 1965, mentre teneva una conferenza all’Audubon Ballroom di New York, il leader nero Malcolm X fu assassinato.
Malcolm X, nato a Little, prese la X per rifiutare il cognome da schiavo (come è noto, durante la schiavitù i cognomi dei neri erano dati dai padroni). Da giovane, come molti poveri dei ghetti neri, praticò umili lavori (lustrascarpe, cameriere). Successivamente si diede ad una serie di attività illegali (droga, gioco d’azzardo, sfruttamento della prostituzione, rapine). Così, all’età di 20 anni, finì in carcere, condannato a 10 anni di reclusione. In carcere si convertì alla “Nation of Islam” che, oltre al fatto religioso (una versione dell’Islam non ortodossa), sosteneva il nazionalismo nero, cioè la creazione di una nazione nera separata all’interno degli Stati Uniti. Uscito dal carcere, dove peraltro era riuscito a farsi una grande cultura utilizzando i libri di un importante lascito a quella particolare prigione e arrivando, per migliorare la sua scrittura, a ricopiare a mano l’intero vocabolario, divenne un predicatore dei cosiddetti “mussulmani neri”.
Questa organizzazione nel 1963 lo sospese, perché, in occasione dell’omicidio Kennedy, Malcolm aveva sostenuto che il delitto Kennedy era conseguenza dell’odio dei bianchi e che la stessa cosa era accaduta a Patrice Lumumba.
Malcolm uscì dalla “Nation of Islam” dopo un lungo viaggio in Africa e in Asia. La sua posizione, da nazionalista nero e quindi, in qualche modo, “innocua” per il sistema di potere, divenne sempre più internazionalista ed antimperialista, fino a dichiararsi anticapitalista per uno scontro non “nazionale”, ma tra “oppressi ed oppressori”.
Malcolm X aveva fondato un’ altra organizzazione militante: l’OUAA (organizzazione per l’unità africana ed americana.
Questo suo spostamento verso posizioni antimperialiste e di classe, dato il grande carisma di Malcolm (le classi dominanti U.S.A. temevano la nascita di un grande leader su queste posizioni) gli costò la vita.
Allo stesso modo Martin Luther King che, dal pacifismo e i diritti civili, era passato a criticare la guerra nel Vietnam e a spostarsi su posizioni di classe (era a Memphis per appoggiare uno sciopero degli spazzini) il 4 aprile 1968 fu assassinato.
Concludo con una delle ultime frasi di Malcolm X
“Viviamo in un’epoca rivoluzionaria e la rivolta dei neri americani fa parte della generale ribellione contro il colonialismo e l’oppressione che caratterizzano il nostro tempo… quella a cui assistiamo oggi è una ribellione generale degli oppressi contro gli oppressori, degli sfruttati contro gli sfruttatori.

Giuseppe Abbà.

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