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65 ANNI FA: CUBA, LO SBARCO DI PLAYA GIRON, UNA SCONFITTA DELL’ IMPERIALISMO U.S.A.

by Rino Arrigoni

17 Aprile 2026

GIUSEPPE ABBA’
All’una di notte del 17 aprile 1961 una forza d’invasione di circa 1.500 uomini iniziò uno sbarco nella “baia dei porci”, nella costa sud di Cuba.
Erano controrivoluzionari addestrati in Nicaragua, all’epoca paese del dittatore fantoccio degli imperialisti Somoza. Erano finanziati, riforniti di armi, di navi e di carri armati da parte della C.I.A. (i servizi segreti degli Stati Uniti).
Come scrisse uno storico della Rivoluzione Cubana, Saverio Tutino, erano sbarcati per “riprendere agli operai e ai contadini il potere che questi avevano strappato alla borghesia”.
Il governo degli Stati Uniti non perdonava (e tutt’ora non perdona) a Cuba di avere fatto la Riforma Agraria, togliendo centinaia di migliaia di ettari dalle rapaci mani di colossi come la United Fruiti avere nazionalizzato le compagnie nordamericane e di avere debellato la mafia dell’epoca di Batista (anche questa di importazione U.S.A.).
I primi scontri avvennero con le milizie di poveri carbonai della “Cienaga de Zapata” (la palude alle spalle della baia dei porci), poi intervennero da tutta l’isola altre milizie, reparti dell’Esercito Ribelle e Fidel Castro raggiunse la prima linea.
Nella foto si vede il compagno Fidel, mentre scende da un carro armato dell’Esercito Cubano nella zona dei combattimenti.
In due giorni l’invasione fu sconfitta. L’imperialismo sperava in una sollevazione interna a Cuba, ma il popolo rimase compatto in difesa della Rivoluzione.
Cuba ottenne importanti risultati nella sanità, nell’istruzione, sconfiggendo l’analfabetismo e creando una situazione sociale di gran lunga migliore degli altri paesi dell’America Latina e anche di paesi più sviluppati. I medici cubani hanno aiutato i paesi africani contro l’epidemia “Ebola” e nel marzo 2020 53 medici e infermieri cubani arrivarono in Italia per aiutarci nella lotta contro il coronavirus.
Oggi Cuba, dopo più di 65 anni di blocco e di sanzioni, viene ulteriormente colpita pesantemente da Trump che ha costretto all’interruzione dei rifornimenti di petrolio con gravissime conseguenze per il popolo cubano.
Continuiamo a sostenere Cuba, manifestando, facendo conoscere la situazione, inviando aiuti.
CUBA SI, YANKEE NO!

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