7 giugno 2023
Il 7 giugno 1953 si svolsero le elezioni di Camera e Senato in un clima di grande scontro politico.
Nel marzo precedente con un vero e proprio colpo di mano, era stata approvata una legge elettorale che dava al partito o alla coalizione di partiti che avesse raggiunto il 50 per cento più Un voto un premio di maggioranza di ben 90 deputati Il pericolo era quanto, con i due terzi del Parlamento, la Democrazia Cristiana il Partito Liberale il Partito Socialdemocratico il Partito Repubblicano( il cosiddetto quadripartito la coalizione governativa) avrebbe potuto modificare la Costituzione senza passare da un referendum. La costituzione repubblicana ha sempre dato fastidio alle classi dominanti.
All’epoca il Ministro degli Interni Mario Scelba aveva definito la Costituzione “una trappola”.
A differenza di oggi dove purtroppo questi tipi di problemi non sono patrimonio delle masse popolari (anche se bisogna riconoscere che il tentativo di Berlusconi e quello di Renzi di modificare la Costituzione sono stati bocciati dall’elettorati) la mobilitazione dei lavoratori con scioperi e manifestazioni e dei partiti di sinistra (comunisti e socialisti, all’epoca uniti con un patto d’ unità di azione che praticarono anche l’ostruzionismo parlamentare) fu grande.
Tutta questa azione e una campagna elettorale molto accesa (fu coniato da Giancarlo Pajetta il termine di “legge truffa” che diventò patrimonio popolare) ottenne il grandissimo risultato che la coalizione governativa si fermo’ sotto il 50 per cento, che la “legge truffa” non scattò, che ci fu una buona avanzata elettorale di comunisti e socialisti.
Subito dopo la “legge truffa” fu abolita e si tornò al proporzionale che durò per lunghi anni fino a che in questo trentennio sono state fatte leggi elettorali ancora più antidemocratiche della legge truffa.
Difatti l’attuale governo è eletto con poco più del 40 per cento e, oltretutto, vogliono colpire la Costituzione con il presidenzialismo e l’autonomia differenziata.
Che il ricordo della battaglia condotta e vinta dal popolo italiano 70 anni fa serva a fare capire l’estrema importanza della difesa della democrazia per assicurare il terreno più adatto per applicare i principi fondamentali della Costituzione.
Giuseppe Abbà.