8 Novembre 2025
Ci sono giorni e giorni nella vita. Possono essere uguali oppure no. Magari succede l’imprevisto o il previsto e l’auspicato. La rivoluzione e tutto cambia, nulla resterà come prima. Accadde questo in Russia il 7 novembre 1917 e il destino del mondo cambiò. Il reporter americano John Reed lo descrisse magistralmente in “I dieci giorni che sconvolsero il mondo” (dal libro di John Reed) e un bellissimo e acclamato film di qualche decennio fa provò a ricordarlo (Reds).
Tante cose si sono dette e scritte su quella rivoluzione, in positivo e in negativo, ma resta il fatto che per la prima volta nella storia moderna dell’umanità un gruppo di uomini e donne tentò con coraggio di “cambiare lo stato di cose presenti”, con un’altra concezione di società, lavoro ed uguaglianza, che chiamarono “comunismo”. Lo fecero con gli strumenti che avevano allora, con la rabbia secolare dei contadini servi della gleba, con la rabbia vissuta in una guerra zarista devastante, con gli occhi degli intellettuali marxisti che soli cercavano il riscatto di un popolo, cercando il comunismo possibile.
I detrattori si sono esercitati per decenni ad annullare quel disperato tentativo di cambiare il mondo, durato 70 anni: con l’ardore dei primi rivoluzionari, il burocratismo della rivoluzione tradita e le sue inevitabili infamie. Ma quel giorno è scritto nella storia, e resta il fatto che loro provarono dove nessuno aveva mai osato prima. La citazione di un grande uomo, oggi riscoperto pure nelle turbolente università statunitensi perché le sue teorie “furono profetiche”, forse ci aiuta a capire con intelligenza il passato e il futuro prossimo dell’era dell’intelligenza artificiale e della pervasività delle macchine.
“La storia di ogni società sinora esistita è storia di lotte di classi. Liberi e schiavi, patrizi e plebei, baroni e servi della gleba, membri delle corporazioni e garzoni, in una parola oppressi ed oppressori sono sempre stati in contrasto fra di loro, hanno sostenuto una lotta ininterrotta, a volte nascosta, a volte palese: una lotta che finì sempre o con una trasformazione rivoluzionaria di tutta la società o con la rovina comune delle classi in lotta.” Karl Marx
Matteo Prencipe