12 Novembre 2025
Adriano Arlenghi
Invito
Aldo Burresi è una di quelle figure che hanno attraversato la storia del sindacato italiano con passione e coerenza, restando sempre fedeli all’idea che la difesa dei lavoratori è, in fondo, una difesa della dignità umana.
Nato a Livorno nel 1948, ha respirato fin da ragazzo l’aria delle lotte operaie e della solidarietà di quartiere, quando ancora i circoli politici e sindacali erano luoghi di comunità, di confronto, di cultura. Da quella prima formazione – fatta di assemblee, cortei, letture e speranze – è nata una vocazione che lo ha accompagnato per tutta la vita: essere un sindacalista nel senso più pieno e umano del termine.
Nel suo libro “Da Bozambo alla CGIL. Così sono diventato sindacalista”, Burresi racconta questo lungo cammino, fatto di esperienze, volti e battaglie. Pubblicato nel 2025 dalla casa editrice Clematis, il volume si apre con i ricordi dell’infanzia e dell’adolescenza, in una Livorno viva e popolare, e segue poi l’autore nel suo percorso professionale, dalla FIOM milanese fino alla segreteria della CGIL di Pavia, passando per la direzione della Camera del Lavoro di Vigevano e della Lomellina.
È un viaggio che intreccia la storia personale con quella collettiva di un’Italia che cambiava, tra fabbriche in trasformazione, diritti da conquistare e fatiche quotidiane di chi lavorava nelle officine e nei campi.
Il titolo stesso del libro, “Da Bozambo alla CGIL”, allude a un percorso di emancipazione: Bozambo era il soprannome di un personaggio ingenuo e ironico, e rappresenta metaforicamente il punto di partenza, la condizione semplice di chi osserva e impara. Da lì inizia una crescita che è al tempo stesso umana e politica. Burresi non nasconde le contraddizioni, gli errori, le fatiche, ma rivendica con orgoglio la necessità di credere in qualcosa, di lottare anche quando sembra inutile.
Nelle pagine del libro, che conta 192 pagine dense di memoria e analisi, non c’è soltanto la storia di un uomo, ma quella di un modo di intendere il lavoro come strumento di libertà. Burresi parla di vertenze locali e nazionali, ma anche di esperienze di solidarietà internazionale: tra queste, il racconto toccante di quando la CGIL contribuì a portare in Italia sedici feriti palestinesi, sopravvissuti al massacro di Sabra e Shatila, per offrire loro cure e accoglienza. Sono episodi che restituiscono il senso profondo del suo impegno, fatto non solo di riunioni e contratti, ma di umanità concreta.
Il libro è stato presentato pubblicamente sabato 11 ottobre 2025, nella Sala Franzoso della Biblioteca Civica di Vigevano, davanti a un pubblico numeroso e attento. E venerdi 14 novembre verrà presentato anche a Mortara al Cambieri. L’incontro non è stato solo un’occasione letteraria, ma un momento di riflessione collettiva su cosa significhi oggi fare sindacato in un mondo del lavoro frammentato e incerto. I proventi della vendita del volume saranno inoltre destinati a iniziative di solidarietà verso la popolazione di Gaza, un gesto coerente con la visione di Burresi, che ha sempre creduto in un sindacalismo capace di guardare oltre i confini.
“Da Bozambo alla CGIL” è, in fondo, un atto d’amore verso le persone e verso la memoria di un tempo in cui la parola “compagno” aveva un peso, un valore affettivo e politico. È un racconto che intreccia idealismo e realismo, nostalgia e speranza, restituendo un ritratto sincero di chi ha creduto che la giustizia sociale non fosse un’utopia, ma un dovere.
Oggi, mentre le nuove generazioni cercano un senso e un futuro nel lavoro precario, la voce di Aldo Burresi risuona come un invito a non arrendersi, a ritrovare, dentro le lotte di ieri, la forza per costruire un domani più umano e solidale. E chi verrà al Cambieri poi potrà anche conoscerlo di persona e conoscere un amico dal viso buono e gentile che non smette mai di regalare a chi lo incontra la passione per gli ultimi della terra.