22 Febbraio 2026
ANPI SAN MARTINO – TRAVACO’
Decine di migliaia di bambini appartenenti a famiglie povere sono trasferite, tra il 1945 e il 1948, dalle periferie di alcune grandi città industriali, ma principalmente dal Mezzogiorno, verso le regioni del Nord e in particolare verso l’Emilia-Romagna. L’obiettivo è garantirgli cibo, vestiti e assistenza per i mesi invernali. È il risultato di una complessa organizzazione guidata dall’Unione donne italiane e dal Partito comunista, nella convinzione che in uno Stato moderno la tradizionale beneficenza nei confronti dell’infanzia debba essere sostituita da politiche di assistenza. Ed è una forma di solidarietà e di accoglienza che ha una lunga storia alle spalle, dal trasferimento dei figli dei lavoratori in sciopero all’inizio del secolo a quello dei bambini viennesi dopo la Prima guerra mondiale. I treni che nel secondo dopoguerra attraversano l’Italia carichi di bambini diventano, così, la rappresentazione più efficace della lotta contro la povertà e le disuguaglianze, in un Paese che inizia a porre le basi per la ricostruzione.
La provincia di Pavia accoglie, a partire dal mese di febbraio 1946, 800 bambini provenienti da Cassino e da altri comuni della provincia di Frosinone (v. allegato, da: La Provincia pavese del 19 febbraio 1946)
