20 Giugno 2026
Fonte: https://www.facebook.com/giovanicomunistie
Semmai fa sorridere la sorpresa della Meloni e l’imbarazzo di un governo che per anni ha scambiato il servilismo per politica estera.
Trump tratta l’Italia come si tratta un subordinato. E infatti questo siamo diventati dentro la catena di comando atlantica: un Paese chiamato a obbedire, pagare, armarsi, sacrificare i propri interessi industriali, energetici e diplomatici in nome degli obiettivi strategici degli Stati Uniti.
Ma ancora più ridicola è la risposta della premier. Ancora lì a parlare di “alleati”, di “Occidente”, di “amici”. Ma amici di chi?
Il popolo italiano non è alleato degli Stati Uniti. Sono 13mila i militari statunitensi occupanti sul nostro territorio nazionale. È questo il concetto cha Meloni di alleanza? Per Washington contiamo come portaerei, mercato, retrovia logistica, pedina sacrificabile nella guerra alla russia.
Si chiamano patrioti, ma sono sovranisti di cartone. Forti coi deboli, deboli coi forti. Ringhiano contro i migranti, i poveri, gli studenti, i lavoratori. Poi davanti agli Stati Uniti abbassano la testa e chiedono pure di essere riconosciuti come interlocutori rispettabili.
Meloni oggi scopre quello che era evidente da sempre: i proxy non hanno dignità politica. Può indignarsi quanto vuole ma resterà inchiodata alla stessa subordinazione: obbedienza, fedeltà e dipendenza.
Altro che patrioti.
GIOVANI COMUNISTI/E