17 Luglio 2026
Nell’ Aprile 1931 in Spagna viene proclamata la Repubblica e Alfonso XIII, dopo manifestazioni imponenti in seguito ad elezioni amministrative che avevano visto prevalere candidati repubblicani e socialisti, rinunciò al trono.
La Repubblica ereditò una situazione sociale di profonda ineguaglianza. La Spagna era un paese di grandi latifondi in mano alla nobiltà (99 Grandi di Spagna possedevano 600 mila ettari di terra) e alla Chiesa, una Chiesa arretrata ed oscurantista. L’esercito era uno strumento in mano alle classi dominanti. Un’oligarchia finanziaria controllava l’industria e il settore minerario.
Esistevano problemi di nazionalità, particolarmente in Catalogna e nei Paesi Baschi.
Questa situazione dette luogo a movimenti di segno opposto, dai tentativi di colpo di stato reazionari all’esplodere di un movimento popolare, soprattutto nelle Asturie, che fu duramente represso dalla Legione Straniera spagnola e dai cosiddetti “regulares” (le truppe marocchine collaborazioniste dei colonialisti). Da ricordare che, all’epoca, il Marocco era diviso tra Spagna e Francia.
Il 16 febbraio 1936 ci furono le elezioni e il centro destra fu sconfitto con la vittoria degli antifascisti del Fronte Popolare che ebbero complessivamente 257 deputati contro i 127 delle destre e i 57 del centro. Nel Fronte Popolare prevalevano i repubblicani e i socialisti, mentre i Comunisti avevano 15 deputati. Esisteva inoltre un forte movimento anarchico.
La nuova situazione politica fu subito contrastata dalle classi dominanti, dalla grande proprietà terriera e dalla Chiesa. Dopo una serie di incidenti provocati dalle destre e dai fascisti, alle 17 del 17 luglio 1936 (le famose “cinque della sera” della tradizione spagnola) l’esercito spagnolo di stanza in Marocco, guidato da Francisco Franco, si ribella al governo legittimo. In molte città della Spagna ci furono tentativi golpisti, ma furono rapidamente stroncati dalla mobilitazione popolare. In prima fila i sindacati e i partiti comunista e socialista, mentre anarchici resistevano a Barcellona e i nazionalisti baschi nelle province del Nord. Per questo, dopo che l’esercito d’Africa riuscì a passare lo stretto di Gibilterra e ad occupare le isole Baleari, la Spagna si trovò divisa in due, una parte in mano ai fascisti, l’altra con il governo legittimo. Seguirono tre anni di una sanguinosissima guerra civile.
Con i fascisti di Franco si schierarono Hitler e Mussolini che inviarono armamenti, navi, aerei e truppe.
La Francia e l’Inghilterra praticarono la “politica del non intervento”, dalla parte della Repubblica ci fu solo l’Unione Sovietica e, in piccola misura, inviando un po’ di armi, il Messico. Inoltre, gli antifascisti di tutto il mondo si mobilitarono, anche a dispetto dei relativi governi, nelle Brigate Internazionali. Arrivarono in Spagna i combattenti internazionalisti dalla Francia, dall’Inghilterra, dagli Stati Uniti, dal Belgio, dalla Iugoslavia, dal Canada e da altri Paesi. Anche dalla Germania e dall’Italia arrivarono clandestinamente gli esuli antifascisti.
Molti uomini di cultura di tutto il Mondo sostennero la Repubblica spagnola. Ricordiamo Ernest Hemingway, Pablo Neruda, Tristan Tzara, Anna Seghers, Ilja Ehrenburg e moltissimi altri oltre a intellettuali spagnoli come Rafael Alberti e Federico Garcia Lorca (assassinato dai fascisti). Alla fine, purtroppo, la Repubblica fu sconfitta (anche per le divisioni interne) e il 1° aprile 1939 cessarono le ostilità.
Cominciò la dittatura fascista di Franco che durò sino alla sua morte, nel 1975.
Il 1° settembre del 1939 iniziava la Seconda Guerra Mondiale di cui la guerra civile spagnola fu il tragico prologo.
Giuseppe Abbà