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LA GUERRA 1914-1918 FU UNA GUERRA IMPERIALISTA.

by Rino Arrigoni

26 ottobre 2021

NO ALLA RIPROPOSIZIONE DEI CONCETTI SCIOVINISTI E BELLICISTI.

Nel Consiglio comunale  a Mortara del 25 ottobre è stata portata dall’amministrazione leghista la proposta fatta dall’Istituto Nazionale del Nastro Azzurro (l’associazione dei decorati al valor militare) di dare la cittadinanza onoraria a “il Milite Ignoto”, nel centenario della traslazione della salma a Roma.

Il “Nastro Azzurro” riportava, nella richiesta, la motivazione dell’epoca, che trascrivo “Degno figlio di una stirpe prode e di una millenaria civiltà resistette inflessibile nelle trincee più contese, prodigò il suo coraggio nelle più cruente battaglie e cadde combattendo senz’altro premio che la Vittoria e la grandezza della Patria”.

Questa incredibile prosa, riproposta a 100 anni di distanza ha un evidente significato politico, di veicolare un nazionalismo estremo (sciovinismo) e di mistificare il giudizio storico sulla guerra 1914 (1915 per l’Italia) 1918. E’ una prosa che, come giustamente hanno fatto rilevare altri commentatori  (es. Boatti  su “la Provincia Pavese”, nonché consiglieri di opposizione a Pavia, dove è stata presentata la medesima delibera) richiama la retorica fascista.

Spesso “le parole sono pietre”, per cui non si poteva lasciare passare, senza almeno una voce di opposizione, una tale operazione.

Mi è toccato ricordare, nel mio intervento, le vere radici della guerra 1914-1918 e cioè che fu una guerra imperialista scatenata per una nuova spartizione del Mondo e per i profitti dei capitalisti.

Milioni di uomini furono spinti a battersi, nazione contro nazione.

Ci furono milioni di morti (quasi 700 mila per l’Italia e altrettanti feriti o mutilati), i soldati, essenzialmente poveri contadini e operai nel fango delle trincee per anni.

Gli Stati Maggiori erano crudelissimi, le fucilazioni per minime infrazioni erano frequenti (ad esempio il criminale di guerra Graziani fece fucilare un povero soldato, perché aveva “osato” salutarlo con la pipa in bocca).

Gli assalti avvenivano frontalmente, mandando al massacro interi reggimenti. Ebbene, mentre i proletari morivano nelle trincee, i capitalisti ammucchiavano fortune enormi con la produzione degli armamenti, del vestiario, delle calzature (spesso con le suole di cartone).

Basta leggere “Un anno sull’altopiano” di Emilio Lussu per rendersi conto di ciò.

Non a caso, dal rifiuto dei massacri della guerra, ci furono varie ribellioni, su tutti i fronti, sfociate nella Rivoluzione d’ottobre.

Esposto questo mio riassunto storico, mi è toccato sentire il capogruppo leghista che negava il carattere imperialista di quella guerra, che faceva sfoggio di “irredentismo” (gli italiani al di là dei confini, ecc.).

La scena era un po’ sconcertante per chi si ricordava della Lega agli inizi, che predicava il secessionismo, ecc.

Ma, tant’è, la deriva nazionalista e di estrema destra della Lega si evidenzia anche in questi atteggiamenti.

Naturalmente, proprio per il rispetto dei caduti e ricordando non solo l’avversione del popolo e di una parte dei socialisti, ma anche quella del Papa dell’epoca a quella guerra (da lui definita “un’ inutile strage”) ho votato contro a questo atto, richiamando l’articolo 11 della Costituzione “L’ITALIA RIPUDIA LA GUERRA”.

Altrettanto naturalmente tutti gli altri consiglieri hanno votato a favore.

Giuseppe Abba’

Consigliere comunale di Mortara del Partito della Rifondazione Comunista.

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