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PROGRAMMA PER LE ELEZIONI COMUNALI DI MORTARA DEL 12 GIUGNO 2022 Del candidato sindaco Giuseppe Abbà del Partito della Rifondazione Comunista

by Rino Arrigoni

12 maggio 2022

Lotta per la pace, i valori della Costituzione repubblicana e l’antifascismo

Le elezioni comunali del 12 giugno 2022 avvengono in un momento drammatico per il nostro Paese, l’Europa e il Mondo intero. Oltre che in molte altre parti del Mondo (Yemen, Kurdistan, Libia per citarne alcune) la guerra è tornata in Europa con le drammatiche vicende provocate dall’intervento russo in Ucraina che ha esteso enormemente la guerra in corso da 8 anni nel Donbass. Questo intervento ha offerto agli imperialisti degli Stati Uniti e della Gran Bretagna (con l’Unione Europea acquescente) l’occasione da tempo cercata, anche con l’espansione della Nato ad Est, di una guerra prolungata. Dietro le guerre, come sempre, ci sono grandi interessi economici (la questione del gas, del petrolio, delle materie prime).

Per contro la situazione sociale del nostro Paese sta diventando sempre più grave con l’aumento enorme delle bollette di luce e gas, il lievitare dei prezzi del carrello della spesa di ogni giorno. Si punta ad un enorme aumento delle spese militari (fino a 38miliardi di euro all’anno!). Sono mezzi che verranno tolti alle spese sociali. Abbiamo la sanità ridotto allo stremo dopo anni di privatizzazioni e di tagli, gli edifici scolastici che cadono a pezzi, povertà vecchie e nuove, la precarizzazione del lavoro e l’aumento enorme degli infortuni e delle “morti bianche”, l’aumento dell’età pensionabile.

Anche a livello di Comune bisogna dare una risposta a tutto ciò. Il Comune promuova un Comitato per la pace che diffonda elementi di cultura e conoscenza per l’applicazione dell’Articolo 11 della Costituzione “L’Italia ripudia la guerra…”. Nel medesimo tempo il Comune deve impegnarsi sul piano dell’antifascismo, non solo con le celebrazioni (da quanti anni le amministrazioni comunali di destra di Mortara si disinteressano del 25 aprile?), ma anche con specifiche iniziative che combattano il razzismo e le discriminazioni. Queste purtroppo sono state presenti nell’attività amministrativa della giunta leghista come il divieto di utilizzo del campo sportivo alla squadra degli immigrati, le panchine tolte in certe zone, perché questi non si siedano ecc.

Sanità e servizi sociali

La pandemia ha messo in evidenza i gravi limiti della sanità nella regione Lombardia e particolarmente nella nostra zona. L’ulteriore ridimensionamento dell’ospedale Asilo Vittoria, la chiusura del pronto soccorso, la diminuzione dei medici di base accompagnati dagli scandali della direzione di Asst in merito al trasporto ammalati ha provocato gravi disagi alla popolazione. Lo scopo dei tagli alla sanità è evidente: quello di favorire i privati, peraltro sovvenzionati con soldi pubblici. L’amministrazione leghista di Mortara ha accettato, sostanzialmente in modo passivo, questo stato di cose. È tempo, invece, che il Comune torni in prima fila non solo per impedire nuovi tagli, ma per riportare a Mortara servizi ospedalieri indispensabili e prima di tutto un pronto soccorso pienamente funzionante. Per i servizi sociali va costruita una politica per la popolazione anziana, sviluppando l’assistenza a domicilio con tariffe basse o gratuite. Bisogna intervenire sulle rette di ricovero che, purtroppo, hanno subito costanti aumenti per arrivare ad una sensibile riduzione procedendo ad una integrazione diretta. Anche negli asili e mense scolastiche occorre intervenire per diminuire le tariffe e assicurare a tutte/i il servizio.

Un capitolo di bilancio deve essere dedicato ad un fondo di solidarietà per chi ha perso il lavoro e per combattere le povertà vecchie e nuove.

Ambiente

La nostra zona è tra le più ambientalmente compromesse. È stato emblematico del disastro in questo campo l’incendio del deposito rifiuti Eredi

Bertè dove si è constatata l’inerzia precedente dell’amministrazione comunale che non ha controllato l’enorme stoccaggio di rifiuti al di là del consentito. Inoltre, a più di 4 anni e mezzo dall’incendio doloso (per cui sono accusati i proprietari) non c’è stato alcun intervento di bonifica dell’area con il percolato che si infiltra nei terreni. Primo compito della nuova amministrazione sarà di battersi perché si arrivi ad una radicale bonifica del terreno.

Un’altra questione che dimostra la nefasta politica dell’amministrazione uscente in campo ambientale è stata la concessione alla “collina dei rifiuti” di Albonese di parte dell’indice di pressione quantità di rifiuti spettante a Mortara, che le ha permesso di crescere in modo abnorme per ben 420.000 metri cubi. Abbiamo proposto il ritiro della delibera comunale relativa ottenendo il diniego da parte della maggioranza consigliare. Torneremo a riproporre la questione. Un fatto grave è stata la “demolizione” del Consorzio per la gestione rifiuti (Clir). Il Comune di Mortara è, attraverso l’AsMortara, il maggior azionista del Clir, ma non ha impedito la chiusura del consorzio e l’affidamento ai privati della gestione rifiuti. I lavoratori del Clir sono stati messi in difficoltà e in gran parte, hanno dovuto accettare condizioni peggiori di lavoro dalle ditte private subentrate. Non solo: in questo modo si rinuncia di fatto al controllo del ciclo dei rifiuti. Proponiamo un’azione del Comune di Mortara per portare il ciclo dei rifiuti nella gestione pubblica. In questo modo è possibile, con un’azione adeguata di recupero dei materiali, puntare, come sono riusciti a realizzare alcuni Comuni, ad una riduzione sostanziale delle tariffe dei rifiuti.

La questione dei fanghi è cruciale per il nostro territorio. Non solo, nonostante le proteste, le manifestazioni e l’opposizione formale del Comune (avvenuta solo dopo la mobilitazione dell’opinione pubblica) non si è impedito l’insediamento al Cipal dell’EcoTrass (oggi Agririsorse, una ditta di trattamento fanghi), ma in provincia di Pavia avviene lo spandimento del 25 per cento (!!) dei fanghi prodotti a livello nazionale. La giunta comunale di Mortara non ha neanche provveduto ad ordinanze per il distanziamento dall’abitato dello spandimento fanghi, come, peraltro, hanno fatto altri Comuni. Riproponiamo perciò di inserire una norma urbanistica che dica “sul territorio comunale non sono possibili insediamenti di trattamento fanghi e/o rifiuti”. Inoltre: il depuratore cittadino, diventato negli anni di fatto una fabbrica trattamento fanghi, non deve più accogliere scarichi portati da soggetti esterni al territorio comunale, deve trattare solo gli scarichi civili ed industriali della città in modo da migliorare la qualità della depurazione. Il Comune di Mortara deve battersi per impedire l’incenerimento dei fanghi nell’impianto di Parona e sviluppare una politica che punti al superamento dell’incenerimento per il recupero del materiale. Controllare l’elettrosmog, fissando limiti più ristretti e facendo spostare i ripetitori troppo vicini alle abitazioni.  Uno studio per acquisire aree protette di salvaguardia ambientale o con convenzioni con le proprietà per consentire osservazioni naturalistiche ed elementi di salvaguardia paesaggistica e territoriale. Promuovere, in accordo con le organizzazioni agricole, attività di piantumazione delle rive dei corsi d’acqua e dei bordi delle strade vicinali. Sostenere l’attività dell’istituto Pollini nello sviluppo delle “tiny forests” (piccole foreste).

Case popolari e patrimonio pubblico del Comune

A Mortara ci sono case senza gente e gente senza casa (o con problemi relativi alle abitazioni). È del tutto intollerabile che l’edificio Aler di via Cortellona sia chiuso e murato (da anni!). È del tutto intollerabile che importanti edifici comunali siano stati abbandonati o messi in vendita come la ex pretura, la ex caserma dei vigili del fuoco o privatizzati come il cosiddetto Palazzo del Moro (dato da 20 anni ad un’associazione per cui il Comune paga l’affitto, in un immobile di sua proprietà, per la Civica scuola musicale). Proponiamo perciò che il Comune chieda i fondi necessari, visto il tanto decantato Piano di Resilienza, per restaurare questi immobili da destinare a scopi sociali ed aggregativi. Parimenti, vista l’eventuale possibilità di accedere a fondi nazionali, è giunto il momento di affrontare le annose questioni del Teatro Comunale e di Palazzo Lateranense  con nuove tecniche di riuso e di rigenerazione urbana. La richiesta di fondi nazionali, arrivati in cospicua misura anche in piccoli Comuni, non è andata a buon fine a causa della sciatteria dell’amministrazione comunale nella predisposizione di adeguati progetti.

Urbanistica

L’amministrazione comunale leghista ha continuamente rinviato la redazione del Piano di Governo del Territorio (Piano regolatore) in modo tale che gli interventi permessi hanno “precostituito” il futuro piano, svuotandolo. Gli interventi per lasciare installare sempre nuovi supermercati, come nell’area “Stomboli” per citarne uno o il recentissimo in via Lomellina, ed altre classificazioni di edilizia residenziale sono negative per il tessuto commerciale, urbanistico e viabilistico della Città. Occorre un Piano di Governo del Territorio che blocchi il consumo di suolo, che punti al recupero dell’esistente, in particolare del centro storico e che si ponga la questione delle aree dismesse (per esempio la ex Marzotto) con un piano che eviti le speculazioni e punti su interventi sostenibili dal punto di vista ambientale e sociale.

Verde pubblico e parco Nuovi Nati

E’ a tutti evidente l’abbandono degli spazi di verde pubblico e dei viali (Lea Longa) a Mortara. Occorre ripristinarne la funzionalità con una vera e propria cultura della manutenzione ripulendo, aggiustando le panchine e i giochi, piantumando o ripiantumando ove necessario. Il parco Nuovi Nati deve passare alla gestione diretta del Comune senza inseguire appalti di gestione sinora rivelatesi fallimentari. Ciò per consentirne la funzionalità, almeno come parco, ma che può diventare sede di periodici eventi aggregativi. Inoltre creare una zona per praticare schettinaggio. Sarebbe inoltre utile destinare un’area per orti sociali.

Strade cittadine e illuminazione pubblica

Qualunque amministrazione, di qualunque colore, dovrebbe avere come compito normale la manutenzione delle strade cittadine. Questo non è avvenuto negli ultimi anni a Mortara. Per questo occorre un piano straordinario di intervento per strade e i marciapiedi. La privatizzazione dell’illuminazione pubblica non ha, ad oggi, dato risultati soddisfacenti. Occorre rivederne l’impostazione e provvedere all’illuminazione di alcune vie periferiche che ne sono prive.

Trasporti e pendolari

La questione dei pendolari è drammatica. Moltissimi lavoratori e studenti soffrono gravi disagi per lo stato delle linee ferroviarie, particolarmente la

Milano-Mortara, ma anche altre come la Pavia-Vercelli. Le proteste dei pendolari e della loro associazione Mi.Mo.Al. sono state ignorate da Trenord, dalla Regione Lombardia e sostanzialmente dall’amministrazione comunale. Occorre che il Comune, in accordo con gli altri Comuni sulle linee, si schieri decisamente per un servizio di trasporto adeguato, senza guasti e ritardi e per ottenere finalmente il raddoppio della Milano-Mortara atteso ormai da decenni.

Lavoro

Le amministrazioni locali non hanno un potere diretto sui problemi del lavoro, ma possono, quantomeno, come proponiamo per Mortara:

-Rientrare nel Cipal che, anche se ha completato l’assegnazione delle aree (anche con insediamenti discutibili come la EcoTrass) può essere rilanciato per una politica attiva sul lavoro e per promuovere l’insediamento di attività produttive non inquinanti e che diano occupazione stabile.

-Riproponiamo una commissione comunale per il lavoro.

-Disincentivare le delocalizzazioni con norme urbanistiche adeguate a contrastare speculazioni sulle aree occupate da insediamenti produttivi. -Schierare politicamente il Comune in appoggio alle lotte dei lavoratori per l’occupazione e contro il precariato, per la difesa dei difesa dei diritti sindacali e democratici.

Giovani

La pandemia, il precariato, la difficile situazione sociale hanno fatto aumentare il disagio giovanile. Il Comune deve combatterlo costruendo elementi di aggregazione culturale con spazi adatti e gratuiti attraverso il recupero degli edifici comunali (di cui al paragrafo sul patrimonio pubblico) anche per favorire attività autogestite. Naturalmente si combatte il disagio giovanile anche sostenendo le lotte per un lavoro stabile. Nel campo dello sport, oltre al recupero e la manutenzione adeguata delle strutture sportive (per esempio il Palazzetto dello Sport e la palestra delle scuole medie) proponiamo la gratuità dell’accesso alle attività sportive per la fascia d’età dai 6 ai 16 anni.

Organizzazione di eventi alla sera per giovani anche utilizzando un’area pedonale permanente. Cinema, concerti e spettacoli teatrali gratuiti e all’aperto.

Anziani

A Mortara è presente una cospicua quota di popolazione anziana. Oltre agli interventi sociali, sanitari e di assistenza (di cui al capitolo sulla sanità e servizi sociali) proponiamo la creazione di residenze per anziani che possano vivere in modo autonomo e con l’assistenza di medici, infermieri e personale specializzato, superando, per quanto possibile, la casa di riposo tradizionale. Per le case di riposo esistenti, in particolare per il “Cortellona” proponiamo la formazione, purtroppo sempre negata dall’attuale gestione, di comitati dei parenti. Anche nel campo degli anziani occorre aumentare gli spazi di aggregazione e socialità.

Scuola

Risolvere il problema, tante volte disatteso, del Centro Istruzione Adulti trovando finalmente una sede adeguata, questione che spetta al Comune. Al di là degli annunci che si susseguono senza, ad oggi, risultati concreti, premere sulla Provincia per la soluzione dei problemi del Pollini e degli altri istituti superiori (liceo, ragioneria). Manutenzione straordinaria delle scuole elementari. Mense scolastiche rifornite a chilometri zero, abolendo la plastica e permettendo anche soluzioni vegane e permettere abitudini alimentari di altre culture.

Partecipazione democratica

Creazione di comitati delle frazioni (già nel passato ci fu un’esperienza positiva nelle Frazioni Orientali) e dei quartieri periferici. Inoltre consulte cittadine dei giovani, delle associazioni sportive, ecologiche e di impegno sociale. Bilancio partecipato che vuol dire discutere con i cittadini le principali scelte da fare. Commissioni comunali con i cittadini che affianchino gli amministratori e la formazione di un comitato di utenti di AsMortara.

Conclusione

Il nostro non è un programma esaustivo di tutti gli argomenti, è un programma che sarà arricchito attraverso gli incontri con i cittadini, è un programma di lotta che si pone in contraddizione con la politica mandata avanti in questi anni e contro gli effetti devastanti sul piano sociale che si fanno sentire anche a Mortara da parte delle oligarchie finanziarie. Vogliamo condurre una battaglia che mandi avanti anche nella nostre città idee di uguaglianza, di solidarietà, di partecipazione democratica.

Giuseppe Abbà

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