16 Gennaio 2023
L’amministrazione comunale ha impostato un percorso a tappe forzate per ottenere l’approvazione delle varianti al Piano Generale del Territorio su cui sta insistendo da mesi nonostante la forte e motivata opposizione dei comitati dei cittadini e delle forze politiche di opposizione.
In tempi molto stretti, poche settimane in tutto, sono state previste le riunioni della commissione urbanistica, il tempo ristretto per la presentazione degli emendamenti e i consigli comunali dedicati alla discussione ed eventuale approvazione delle varianti.
Sul merito delle varianti ci siamo già espressi: un modello di sviluppo basato sullo sfruttamento del territorio in spregio al tanto vantato consumo zero di suolo.
Se questo modello è già stato ampiamente proposto dalle amministrazioni precedenti, questa amministrazione è letteralmente il braccio politico di una classe imprenditoriale particolarmente miope. La stessa classe imprenditoriale che ha sostenuto l’ascesa a partire da San Genesio di quella parte della Lega in cui si riconosce la Lega pavese.
Queste scelte sono letteralmente autolesionistiche perché mettono in competizione costruzioni residenziali e commerciali realizzate in aree vergini e quindi a costi contenuti con quelle previste nelle aree dismesse a costi maggiorati a causa delle bonifiche che dovrebbero essere la priorità della città, priorità su cui tutti a parole si dichiarano d’accordo.
Per le tempistiche accelerate l’unica spiegazione è che le modifiche devono essere approvate non solo prima della fine della consiliare, e qualunque sia l’amministrazione successiva avrà grosse difficoltà a tornare indietro, ma anche prima delle elezioni regionali per scongiurare che le turbolenze che esploderanno tra le varie e litigiose componenti della Lega e le fibrillazioni in preparazione delle elezioni comunali del 2024 ne impediscano l’approvazione.
Paolo W. Cattaneo,
Partito della Rifondazione Comunista, Circolo di Pavia