60 anni fa, il 22 maggio 1963, il deputato greco GRIGORIS LAMBRAKIS, il deputato greco aveva appena finito a Salonicco, una conferenza per il “Comitato greco per la Pace”. Uscito dal teatro fu colpito alla testa con una spranga di ferro da parte di due estremisti di destra che gli si erano avvicinati con un motocarro.
La polizia presente non fece nulla per fermare i due fascisti e non si occupò neanche di aiutare Lambrakis. Questi fu portato in ospedale dai compagni, entrò in coma e morì 5 giorni dopo, il 27 maggio 1963.
L’emozione fu enorme. Il corpo di Lambrakis fu portato in treno ad Atene. Il suo funerale si trasformò in una grande manifestazione politica con più di 500 mila persone che protestavano contro il governo di destra e la casa reale, complici degli assassini.
Antefatto: la Grecia aveva vissuto dal 1946 al 1949 una guerra civile tra le forze della Resistenza (Elas, che contro i nazifascisti avevano liberato gran parte del Paese) e la restaurazione monarchica appoggiata dalla Gran Bretagna e dagli Stati Uniti. Le forze della Resistenza furono sconfitte. Centinaia di migliaia di greci (comunisti, di sinistra, democratici) furono costretti a riparare all’estero. Il Partito Comunista fu messo fuori legge, molti militanti furono condannati a morte e altri popolarono le isole dove furono allestiti campi di concentramento.
Si formò negli anni successivi un soggetto politico di sinistra (l’EDA-Sinistra democratica unita) di cui Lambrakis divenne deputato. Lambrakis che fu partigiano, medico e anche atleta, si interessò al movimento per la pace. Tra le altre iniziative, fu famosa la marcia per la pace in solitaria da Maratona ad Atene. Lambrakis lottava contro la guerra del Vietnam, insomma era un oppositore temibile per il governo di destra di Karamanlis. Ci fu un processo per il suo omicidio e un coraggioso giudice istruttore riuscì a fare arrestare i due assassini e a dimostrare la complicità della gendarmeria e della polizia. Ma, dopo il colpo di stato dei colonnelli (21 aprile 1967) il giudice istruttore Christos Sartzetakis fu espulso dalla Magistratura arrestato, imprigionato e torturato.
Questa vicenda è stata raccontata da Vassilis Vassilikos nel suo libro: Z, l’orgia del potere. Ne fu ricavato un film dal regista Costa Gavras. Questo film era molto noto tra i militanti degli anni’ 70.
Z è la lettera greca ” Zei” che significa” vive”.
Nel film la parte di Lambrakis era sostenuta da Yves Montand, la parte della moglie da Irene Papas, la parte del giovane giudice istruttore da Jean Louis Trintignant.
Giuseppe Abbà.