Home » Nel nome di Giulia. Manifestazione notturna a Mortara

Nel nome di Giulia. Manifestazione notturna a Mortara

by Rino Arrigoni

26 Novembre 2023

ADRIANO ARLENGHI

Ieri sera alle 20.45 in piazza del Municipio a Mortara non c’era ancora nessuno. Solo la televisione. Poi all’improvviso in trecento hanno riempito la piazza. Elisa Paralovo aveva fatto un grande cartello per rivendicare il diritto delle donne a non avere paura della notte e della città, per contrastare il patriarcato e la barbarie della violenza sulle donne che la cronaca di questi giorni aveva riportato nelle nostre case con tristezza. 

Nella piazza giravano dei fogli che sotto il titolo di basta violenza sulle donne, riportavano poesie bellissime. Quelle di Frida Kahlo, Oriana Fallaci e William Shakespeare, insieme ad un lungo elenco di nomi: tutti i femminicidi avvenuti in Italia nel corso di quest’anno. Massimiliano Farrell ha letto un bellissimo testo per spiegare il motivo per cui eravamo lì ieri sera:

“Quando diversi di noi, un paio di settimane fa, avevamo considerato l’idea di organizzare questa passeggiata notturna, in occasione della giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, non era ancora accaduto il tragico femminicidio di Giulia Cecchettin. Tante parole sono già state dette a riguardo e tante ne verranno dette ancora. Ciò che a me ha colpito di più è che Giulia, 22 anni, è praticamente una mia coetanea, avrebbe potuto essere una mia collega di università, e il suo assassino, Filippo Turetta avrebbe potuto essere chiunque di noi. 

Ancor più grave è che, soltanto in Italia, da inizio anno, sono 105 le donne vittime di femminicidio, di cui 83 sono state uccise in ambito familiare o affettivo. Tantissime sono le vittime giovani e giovanissime. Noi siamo qui stasera per Giulia, e per tutte le vittime della violenza e della sopraffazione maschile e patriarcale. Siamo qui anche per tutte le migliaia di vittime di femminicidio che ci sono state nel corso degli anni e che, purtroppo, continueranno ad esserci. Siamo qui per Chiara Poggi, 26 anni, vittima di femminicidio a Garlasco nel 2007. 

Siamo qui per Saman Abbas, ragazza pakistana di 18 anni, uccisa dal padre nel 2021 per aver rifiutato un matrimonio forzato. Siamo qui oggi per ribadire che la violenza maschile si può superare soltanto attraverso l’unione di tutte le donne e la presa di coscienza del ruolo di responsabilità che tutti noi uomini abbiamo. La violenza maschile sulle donne si può prevenire attraverso l’educazione in famiglia, che oggi rappresenta il nucleo essenziale è fondamentale della società, e attraverso l’istruzione e la sensibilizzazione che viene fatta a scuola.

Lo stato, attraverso le sue leggi, deve fare in modo che ci sia la certezza della pena per chi compie un crimine, per chi commette un femminicidio. Oggi, purtroppo, non è così. Dovete essere libere dallo sguardo di chi vi vede solo come vittime impaurite e vuole tenervi in casa. Dobbiamo dire basta tutte e tutti insieme alla violenza domestica e dobbiamo superare la paura di uscire alla sera, perché la città è nostra. Per le strade di Mortara, in piazza Carlo Alberto, in piazza del Teatro, sotto la Lea Longa le donne non si sentono più al sicuro, tra sguardi indiscreti e molestie fisiche e verbali.

È così anche a Vigevano, a Pavia, in tantissime città. Oggi lo stato è assente, la sicurezza sociale è venuta a mancare, e dobbiamo prendere atto che i Comuni possono fare davvero poco a causa delle risorse scarse e dei continui tagli dei finanziamenti. Viviamo in una società dove è venuto meno il senso di appartenenza ad una comunità, e dove ognuno è costretto a difendersi e ad arrangiarsi da solo. Sono tantissime le ragazze e le donne che mi raccontano che escono alla sera soltanto se munite di spray al peperoncino o di altri strumenti di difesa. 

Altre, invece, hanno completamente rinunciato: alla sera non escono più perché hanno troppa paura. Di fronte a tutto ciò, lamentarsi non serve, occorre agire! Dobbiamo costruire noi in prima persona una risposta, occupiamo le piazze con i nostri corpi, riprendiamoci i nostri spazi, superiamo tutte insieme la paura di uscire alla sera e facciamo rumore. Facciamo in modo che l’iniziativa di stasera sia soltanto l’inizio di un percorso più grande, che coinvolga tutte e tutti noi che siamo qui presenti oggi, troviamoci ancora per ragionare insieme su che cosa possiamo fare in quanto cittadini per contrastare la violenza di genere e quali misure adottare per sentirci tutte più sicure quando giriamo per le nostre strade.

Ricostruiamo, a partire da stasera, un senso di comunità che abbiamo perso e ricominciamo a vivere la nostra città”. 

Poi il corteo, la passeggiata o qualunque cosa fosse quel serpentone colorato di gente intabarrata per il freddo, si è messo in moto. Chiudeva il corteo una folta rappresentanza della Croce Rossa Mortarese con un grande cartello con tante mani insanguinate dipinte e con la scritta basta alla violenza. Era strano vedere la città, solitamente deserta e solitaria anche il sabato sera, piena di gente. Tutte e tutti contenti di esserci. Nel nome di Giulia naturalmente, ma non solo. Anche per ribadire che la città è bella da vivere e da abitare se è sicura, se uomini e donne possono uscire di giorno e di notte o quando lo desiderano, senza temere nulla.

La passeggiata notturna è servita anche a stringere nuove amicizie, a darsi realmente la mano, a creare una coesione sociale che è importante costruire e che deve essere difesa ad ogni costo. Ci è sembrato di vedere ieri sera una città che non conoscevamo, ricca di una nuova consapevolezza. Non ha turbato più di tanto la provocazione di qualche ragazzotto sciocco, che ha fatto scoppiare botti e fuochi artificiali prima dell’inizio del cammino. Molto bella anche la chiusura. Quando diverse donne, in piedi sulla panchina dove è seduto in questi giorni il finto Babbo Natale, hanno letto poesie.

Tra esse, quella di Frida, che recitava così:

“Ti meriti un amore che ti voglia

spettinata,

con tutto e le ragioni che ti fanno

alzare in fretta,

con tutto e i demoni che non ti

lasciano dormire. Ti meriti un amore che ti faccia

sentire sicura,

in grado di mangiarsi il mondo

quando cammina accanto a te,

che senta che i tuoi abbracci sono

perfetti per la sua pelle.

Ti meriti un amore che voglia ballare

con te,

che trovi il paradiso ogni volta che

guarda nei tuoi occhi,

che non si annoi mai di leggere le

tue espressioni.

Ti meriti un amore che ti ascolti

quando canti,

che ti appoggi quando fai la ridicola,

che rispetti il tuo essere libera,

che ti accompagni nel tuo volo,

che non abbia paura di cadere.

Ti meriti un amore che ti spazzi via le

bugie

che ti porti il sogno,

il caffè

e la poesia”.

Potrebbe piacerti anche