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Rapporto sul Consiglio Comunale del 7 Aprile

by Rino Arrigoni

12 Aprile 2025

1) Intervento del vescovo

In genere non amiamo questa mescolanza delle istituzioni con la religione, però il vescovo ha sollecitato l’amministrazione a intervenire sul disagio sociale diffuso e a venire incontro alle esigenze della famiglie, come per esempio gli asili nido e il lavoro. Unica nota negativa, l’invito ad equiparare le scuole private a quelle pubbliche.

Molto positiva invece la disponibilità della diocesi a mettere a disposizione locali per il dormitorio femminile che è una necessità per la fascia più debole della popolazione.

Questa necessità era stata sollecitata durante la campagna elettorale da Rifondazione Comunista.

Il Comune si dovrebbe occupare del dormitorio, emerge però una tendenza del comune a delegare sempre più compiti al privato in tutte le sue forme applicando il principio di sussidiarietà di cui il Sindaco è un grande estimatore.

2) Ponte Ludovico il Moro (nella foto)

Giudizio molto negativo. Dopo quasi 9 mesi il ponte non c’è e non ci sarà a breve.

E’ prevista la passerella ciclo-pedonale che avrebbe dovuto essere installata subito dopo la chiusura del ponte, ma mancano 30 gg più il collaudo a partire da non si sa quando. Se arriva entro giugno è un gran risultato

E’ stata identificata la società che sistemerà il ponte che dovrebbe finire il 18 luglio, penso seguirà il collaudo. Però l’assessore ha già comunicato che vi sono difficoltà a reperire materiale ed altro e non è in grado di fissare una data per la fine dei lavori.

Numeroso scadenze sono già state scavalcate.

3) Idroscalo

Situazione ingarbugliata, altri soldi, circa 600.000-euro dal progetto waterfront stanziati per consulenze e progettazione oltre i 600.000 per l’acquisto e i soldi per il notaio e le tasse. Le informazioni più sicure, dall’assessore Pezza, è che è necessaria una verifica tecnica di agibilità dell’idroscalo, poi una verifica finanziaria, ora si parla di almeno 5 milioni di euro, e soprattutto dei tempi che sono molto stretti, fine entro il 2027. Tutto questo e le idee piuttosto confuse sul cosa fare, dovrebbero consigliare un passo indietro.

4) Verde pubblico

Positiva l’idea, “sfalci zero”, che avevamo pure già presentato in campagna elettorale, di lasciare che la natura faccia il suo corso e limitare il taglio dell’erba al minimo indispensabile solo dov’è richiesto per permettere attività umane o, per gli alberi, dove c’è pericolo di crollo.

RIFONDAZIONE COMUNISTA PAVIA

Idroscalo

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