15 Febbraio 2026
ADRIANO ARLENGHI
Non credo che Vigevano Bene Comune abbia assoldato influencer, né agenzie scintillanti con slide colorate e parole inglesi oer farli. Eppure, questi manifesti, messi sui social e che immagino poi vengano appesi ai muri della città, hanno una forza che non si dimentica facilmente.
Li ho incontrati quasi per caso, mentre facevo lo scrolling dei social in modo distratto, magari pensando ad altro. E invece mi hanno imposto di fermarmi. Tanto bucano il display del mio telefonino.
La prima cosa cge mi ha colpito è la frase, grande, bianca e rossa, netta come un colpo di voce in mezzo al traffico:
“Bacia ad occhi chiusi. Vota ad occhi aperti.”
È una frase semplice, ma costruita con un equilibrio quasi perfetto. Due verbi, due gesti, due mondi. Il bacio è abbandono, è fiducia cieca, è quell’istante in cui ti consegni all’altro senza calcoli. Votare invece no. Votare è scelta, è responsabilità, è attenzione. È un gesto intimo anche quello, ma pubblico. È un atto d’amore verso la comunità. E mentre leggi, gli occhi scendono sulle immagini. Coppie giovani, diverse, vere. Non c’è patinatura pubblicitaria, non c’è la finzione delle famiglie perfette da catalogo.
Ci sono ragazzi che si baciano in piazza, tra bandiere rosse che riempiono l’aria come vele tese al vento. C’è una coppia in un cortile di mattoni, con gli alberi spogli sullo sfondo, come in un pomeriggio qualunque. C’è un bacio in una stanza piena di adesivi, poster, segni di cultura e militanza. Non è una provocazione. È normalità. Ed è proprio questo che colpisce: l’amore mostrato come fatto quotidiano, non come slogan gridato. Nessuna didascalia morale, nessuna frase sui diritti scritta a caratteri cubitali. L’inclusione non viene proclamata: viene mostrata. È lì, davanti agli occhi, senza bisogno di spiegazioni.
Il rosso domina tutto. Rosso nelle bandiere, rosso nelle sfumature grafiche, rosso nel logo. È un colore politico, certo, ma è anche il colore della passione, del sangue che scorre, della vita. Tiene insieme sentimento e impegno. Non separa, ma fonde. In basso il simbolo con il campanile di Vigevano radica tutto nel territorio. Non è una campagna generica buona per qualsiasi città. È qui. È la piazza che conosci, è il muro che hai già visto cento volte, è la città in cui vivi e che attraversi ogni giorno.
C’è anche un gioco sottile: le immagini mostrano occhi chiusi, immersi nel bacio. E sopra leggi “vota ad occhi aperti”. È come se il manifesto ti chiedesse di fare uno scarto, di passare dal sentimento alla coscienza. Non di rinunciare all’uno per l’altra, ma di tenerli insieme senza confonderli. Mi piace questa idea che l’amore sia libero, totale, spontaneo. E che invece la politica richieda attenzione, lucidità, pensiero. È un messaggio che non divide, non attacca, non accusa. Invita.
E camminando via, magari dopo averlo guardato più del previsto, ti accorgi che quella frase continua a lavorare dentro. Perché è vera nella sua semplicità.
Si può baciare ad occhi chiusi, fidandosi del battito.
Ma quando si tratta di scegliere chi guiderà la città, gli occhi devono restare aperti. E forse è questo il punto più bello: non contrapporre cuore e testa, ma ricordare che servono entrambi. Una sola parola per chi li ha pensati e realizzati e che ancora non conosco: bravi!

