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Bilancio

by Rino Arrigoni

Adriano Arlenghi

9 Giugno 2022

In questa campagna elettorale si è parlato poco dei bilanci dei comuni ed in particolare di quello di Mortara. Per questo io penso sia fondamentale ragionare su di una proposta di legge di iniziativa popolare che Attac e con lei decine di altre associazioni proporranno a settembre. Per dare maggior peso alla funzione pubblica e sociale degli enti locali, in quanto garanti della democrazia di prossimità e dei diritti fondamentali della comunità.

Per questl è necessario procedere ad una revisione della finanza pubblica locale che consenta pure all’interno di regole e vincoli che garantiscano la sostenibilità dei conti pubblici nazionali, la possibilità per gli enti locali di poter finanziare interamente le funzioni pubbliche a loro attribuite, per seguendo la rimozione delle diseguaglianze economiche e sociali, per soddisfare interamente i bisogni primari della comunità tra cui l’inclusione, la coesione e la solidarietà sociale.

Non solo ma anche per salvaguardare il territorio, per la sostenibilità ecologica delle attività economiche che ci sono sul territorio anche in relazione al cambiamento climatico in corso. Per questo ci sono alcuni principi da tenere in considerazione. Il primo di questi è il perseguimento dell’equilibrio di bilancio, ma non più nell’arco annuale come avviene ora, se si verificano particolari compromissione del tessuto sociale ma in tre anni. E poi l’autonomia nel definire i tributi locali secondo il principio costituzionale della fiscalità progressiva, e l’obbligo di permettere a tutta la popolazione di conoscere la situazione economica e finanziaria del proprio comune.

Quando si parla di bilancio bisogna parlare da un documento fondamentale che si chiama Dup, ovvero documento unico di programmazione. In esso ci sono gli obiettivi strategici che il comune vuole perseguire, ma l’attività strategica, questa è la novità, prevede anche il dialogo, il confronto e la partecipazione della cittadinanza. Attualmente si dice che sul sito del comune chiunque può andare a vedere i bilanci. Io l’ho fatto e sono di una complessità incredibile. Non va bene. Ci deve essere più informazione e più trasparenza.

Ne consegue che all’interno del Dup va inserita anche una azione di informazione e di coinvolgimento della cittadinanza sulla determinazione del bilancio locale. La proposta istituisce alcune cose che attualmente non ci sono come il bilancio sociale. Il bilancio sociale è importantissimo perché è l’indicatore della copertura dei bisogni della comunità, del riconoscimento dei diritti delle persone e dell’universalità dell’accesso ai servizi pubblici locali.

Poi c’è la creazione del pareggio di bilancio ecologico. Questo è l’indicatore del grado di equilibro dalle attività economiche e sociali della città e la salvaguardia dell’ecosistema urbano. Viene anche istituito il pareggio di bilancio di genere, per superare le discriminazioni tra uomo e donna nei diversi settori di intervento.

Nell’equilibrio di bilancio finanziario bisogna anche tenere presente, come dicevo prima che, che esso può essere derogato dalla annualità quando ci sono eventi e situazioni straordinarie come per esempio grave recessione economica, aumento dei tassi di povertà e disagio, la necessità di trasformazione della città e di riconversione ecologica, investimento a tutela della salute e sicurezza pubblica, emergenze sanitaria. Poi si provvederà al pareggio finanziario entro 10 anni.

Decenni di politiche liberiste e di austerità hanno profondamente trasformato il ruolo dei Comuni.

Messi all’angolo con la trappola ideologica del debito e i vincoli finanziari del patto di stabilità e del pareggio di bilancio, i Comuni sono stati progressivamente spinti a tagliare le spese e a esternalizzare e privatizzare la gestione dei servizi.

Oggi hanno perso la loro storica funzione pubblica e sociale e, da garanti dei diritti fondamentali attraverso l’erogazione dei servizi pubblici, si sono trasformati in luoghi di facilitazione della penetrazione degli interessi finanziari nelle comunità locali di riferimento.

La spinta alle privatizzazioni continua e il governo Draghi ha appena tentato di dare il colpo definitivo attraverso il Ddl Concorrenza. Tutte e tutti siamo riusciti a fermarlo, ma è sempre più chiara la necessità di un’inversione di rotta radicale, ovvero capace di andare alle radici del problema.

Occorre affrontare in maniera sistemica i nodi del ruolo e della funzione dei Comuni, delle risorse che devono essere messe a loro disposizione, della riappropriazione della democrazia di prossimità.

Sul Ddl Concorrenza vorrei ricordare che Abba’ ha presentato di recente a Mortara una mozione. Tutti contrari o astenuti. Che dire? Proprio bravo. Con il dubbio che nemmeno l’abbiano capita…

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