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29 Marzo 2025

ADRIANO ARLENGHI

Ottocento miliardi per le armi ci sono, per la sanità, l’istruzione, i salari, le pensioni no! Così sta scritto sul grande cartello che Rifondazione ha posto nella piazza, dove un mercato in gran spolvero approfittando del sole di una primavera ricca di attese e di speranze, si riempie di gente. Non è l’unico cartello, perché vicino sussurrano con la voce carica di significato le parole del vecchio Pertini, il partigiano diventato Presidente della nostra amata e sofferta Italia. Recita di svuotare gli arsenali militari e riempire i granai. Certo il volantino poi parla del prossimo referendum sul lavoro che voteremo a giugno, ma è indubbio che la più importante campagna di Rifondazione, attualmente viene svolta sul tema della pace.

Sandro? Certo c’è anche lui, da poco ha compiuto il suo novantasettesimo compleanno, tanti anni ma ancora negli occhi e nelle gambe la voglia di esserci e dare il proprio contributo a questo mondo. Ci sono persone che ti fermano e ti chiedono di lui, perché sembra incredibile ma non lo è, ci sono occhi che sono rimaste nel cuore della nostra città. Così per questo antico operaio, timido ma sempre sorridente e felice, un compagno che quando ti vede, ti abbraccia e ti offre sempre parole di stima e di bellezza.

Per lui è faticoso stare in piedi a volantinare per due ore, così viene e poi dopo un po’ lascia. La cosa incredibile e che ci sono persone che il volantino lo prendono solo da lui, e se non lo trovano ti chiedono perché non c’è. Mortara sta cambiando, alla vecchia gente si sovrappone una nuova schiera di persone. Così una signora diversamente giovane che è da poco venuta in città mi ferma, mi chiede di leggergli il testo del volantino e poi vuole sapere dove si andrà a votare. Perché non sa dove sono i seggi. Da poco è a Mortara, inseguendo il figlio che qui ha trovato lavoro. Ha preso casa, poi lui ha cambiato azienda ed è tornato a Milano. Mortara le piace e le piace il mercato e ride pensando che c’è ogni venerdì, che tutto sommato è un buon posto per chiacchierare e trovare altre storie. Dimenticare gli acciacchi. La pace e la guerra, la voglia di vita, gli intrecci e la speranza. Nelle sporte e nelle borse cariche di mele e di calzini di chi attraversa le bancarelle e poi si siede in uno dei tanti bar che costellano la piazza, c’è tutto questo. Unitamente al piacere di uscire di casa e trovare amici e simpatia ovunque.  

Rifondazione ormai è, forse per la sua presenza non occasionale un presidio di informazioni fisso, come se fosse un giornale aperto sul mondo. I suoi occhi raccontano le trasformazioni della città e del Paese. Se offri i tuoi fogli colorati ai pendolari in stazione all’arrivo dei treni ti evitano, hanno tutti solo fretta di tornare a casa. Non qui, dove sono veramente in pochi coloro che lo rifiutano e così ne distribuisci sempre tantissimi. Mancano i giovani al mercato, ovvio perché sono al lavoro oppure a scuola e quando ci sono appaiono diffidenti e con altri pensieri. La mia generazione invece è consapevole che la pace è un requisito essenziale per continuare ad abbracciare i nipoti, per augurare loro non il possesso di beni materiali ma prospettive di senso e possibilità di vita felice. Per questo cercano spesso di navigare nella complessità del presente e conoscono molto bene il valore della pace.

Sembra una bestemmia e non lo è. Hanno più fiducia nello sguardo buono di Sandro che in quello dei grandi della Terra e nelle loro promesse di bene comune. Poi accade che verso mezzogiorno, la campana di San Lorenzo chiama tutti a sbrigarsi, c’è un pranzo da preparare. Così un poco alla volta la piazza si svuota e rimane negli angoli solo il profumo della frutta e quello caratteristico dei polli fritti con contorno di patate croccanti.

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