Il Partito della Rifondazione Comunista – Circolo di Mortara, esprime una forte e motivata contrarietà al progetto per la realizzazione di un mega-impianto “agrivoltaico” da 24,939-megawatt sui 48 ettari di territorio agricolo tra Mortara e Parona, promosso dalla società Fri-El Geo S.r.l.
Il progetto, che si autodefinisce “agrivoltaico avanzato”, appare in realtà come una pura e semplice speculazione energetica, priva di qualsivoglia reale integrazione agricola. Le 85 pagine dello Studio Preliminare Ambientale depositato in Provincia trascurano completamente la dimensione “agri” dell’intervento, rivelando un’operazione che, di fatto, si riduce a un impianto fotovoltaico industriale mascherato da progetto sostenibile.
Come già rilevato dal consigliere comunale di Parona Renato Soffritti, denunciamo pubblicamente le seguenti gravissime criticità:
1. Omessa caratterizzazione ambientale dell’area Non è stata effettuata alcuna indagine su diossine e idrocarburi policiclici aromatici (IPA), nonostante parte dell’area sia sottoposta a un’ordinanza sindacale del 2011 che vieta l’allevamento avicolo e la produzione di uova per contaminazione accertata (c.d. Studio Negri). L’omissione è in palese violazione dell’Allegato V del D.Lgs. 152/2006, che impone la caratterizzazione in presenza di contaminazioni storiche.
2. Violazione del Regolamento UE 2023/1804 Il progetto non prevede alcuna valutazione dell’impatto dell’impianto sulle colture e sulla salubrità alimentare, né coinvolge gli enti sanitari preposti (ATS). La classificazione come “agrivoltaico avanzato” è dunque infondata, e in violazione delle linee guida europee, che impongono un approccio multidisciplinare, soprattutto in aree potenzialmente compromesse dal punto di vista ambientale.
3. Documentazione urbanistica incompleta Manca una valutazione puntuale di coerenza con gli strumenti urbanistici vigenti, come previsto dalla Legge Regionale Lombardia 12/2005. Non risultano allegati né citati i Piani di Governo del Territorio dei Comuni di Parona e Mortara, e mancano i pareri aggiornati dei rispettivi uffici tecnici. Un progetto di tale portata non può prescindere da una verifica urbanistica completa.
4. Valutazione paesaggistica assente La documentazione presentata è totalmente carente di analisi paesaggistica, come richiesto dalla DGR Lombardia 11045/2002. Nessuna simulazione grafica mostra l’impatto visivo dell’impianto, che rischia di alterare in modo irreversibile il paesaggio rurale della Lomellina, zona di alto valore storico, visivo e identitario.
5. Assenza di prospettive di Comunità Energetica Non è previsto alcun percorso verso la costituzione di una Comunità Energetica Rinnovabile. Nessuna garanzia di benefici per la popolazione locale: né riduzione delle bollette, né sostegno a famiglie e imprese. Il progetto è chiaramente orientato al profitto privato, senza alcuna redistribuzione dei vantaggi energetici.
6. Mancanza della relazione agronomica asseverata Non è presente alcuna relazione agronomica firmata da professionisti abilitati (agronomi, periti agrari, CAA), come previsto dal DM sull’agrivoltaico e dalle linee guida del GSE. Di conseguenza, la classificazione del progetto come “agrivoltaico” è da ritenersi illegittima.
Una proposta inaccettabile per la Lomellina In un territorio già segnato da decenni di aggressione ambientale, ricordiamo che non esistono scelte neutre quando si tratta di salute pubblica e uso del suolo. Il consumo di ettari di terra agricola per finalità speculative rappresenta una violenza verso il paesaggio, l’economia locale e le generazioni future.
CHIEDIAMO FORMALMENTE – Il rigetto immediato dello Studio Preliminare Ambientale depositato dalla società proponente; – La sospensione della procedura di verifica di assoggettabilità a VIA fino all’integrazione completa della documentazione; – La convocazione urgente di un’assemblea pubblica con il coinvolgimento della cittadinanza, degli agricoltori, delle associazioni ambientaliste e degli enti sanitari. L’energia rinnovabile non può e non deve diventare il nuovo volto della speculazione fondiaria. La transizione ecologica deve essere al servizio delle comunità, non dei profitti.
Partito della Rifondazione Comunista – Circolo di Mortara Giuseppe Abbà Massimiliano Farrell
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