5 Maggio 2024
GIUSEPPE ABBÀ
Ho letto degli ostacoli che vengono frapposti alla lista Pace Terra Dignità nel Nord Ovest e nelle Isole.
Tutto ciò a causa di leggi elettorali antidemocratiche e di atteggiamenti burocratici che non tengono conto della sostanza e cioè che le firme sono state raccolte e hanno superato il numero previsto. Solo la mancanza di qualche timbro e le PEC non mandate dai Comuni nel tempo previsto dalla legge vengono utilizzate per ostacolarne.
D’altronde il potere delle classi dominanti si avvale di ogni mezzo per impedire l’affermazione nella società e nelle elezioni di forze che lo mettano in discussione. Pensiamo alle leggi elettorali attuali, agli sbarramenti, al condizionamento mediatico, ecc.
Anche l’Italia si avvicina ormai al modello degli Stati Uniti.
A tale proposito vi racconto una storia. Negli Stati Uniti non è come da noi, dove i cittadini sono iscritti d’ufficio alle liste elettorali. In quel Paese occorre registrarsi. Questo meccanismo con ostacoli burocratici vari, più pesanti a livello degli Stati in mano ai reazionari più biechi, allontana dalle urne soprattutto i più poveri e i neri.
Nel 1966 gli attivisti per i diritti civili tentarono un esperimento. In Alabama, stato profondamente razzista esiste una contea (Lowndes County) che all’epoca aveva 15.417 abitanti di cui 12.425 erano neri, in gran parte braccianti agricoli, piccoli coltivatori, operai e manovali. E’ chiaro che, se i neri si fossero organizzati, potevano vincere le elezioni locali in una contea del “profondo Sud” razzista.
Gli attivisti dello SNCC (Student Nonviolent Coordinating Committee, poi il termine Nonviolent fu sostituito dal termine National) un’organizzazione non solo per i diritti civili, ma che lottava anche contro la guerra nel Vietnam, scesero nella Contea (nel 1966 si era nel pieno delle lotte per i diritti civili e umani) ed aiutarono i neri ad iscriversi alle liste elettorali.
Il procedimento era macchinoso con ostacoli vari messi dai razzisti al potere: per registrarsi bisognava passare un esame, compilare moduli, per di più in una situazione in cui si veniva intimidito. Gli attivisti non si persero d’ animo. Intanto respinsero l’idea di appoggiarsi al Partito Democratico. Nel Sud il Partito Democratico era ancora più razzista dei Repubblicani. Provarono quindi a creare un partito locale: “l’Organizzazione della Libertà della Contea di Lowndes”. Per la prima volta nel movimento nero fu usato il simbolo che poi divenne quello del “Black Panther”, la Pantera Nera.
Oltretutto questo Partito dovette sobbarcarsi una serie di altre difficoltà quali le elezioni primarie (obbligatorie per legge). Tutti questi ostacoli furono superati e l’ 8 novembre 1966 si svolsero le elezioni.
Purtroppo, pur prendendo il 42 per cento dei voti, il Partito della Pantera Nera non vinse le elezioni, in quanto anche parte dell’elettorato nero (soprattutto i neri delle piantagioni) voto’ per i padroni. Difatti furono caricati sui camion dai proprietari, intimiditi e portati a votare. Molti che si erano esposti a sostenere l’Organizzazione della Libertà furono licenziati, altri picchiati da squadristi.
Però rimase il fatto che ci fu comunque una grande mobilitazione dei neri e dei poveri (che a Lowndes coincidevano) che impararono a combattere per i loro diritti.
“DE TE FABULA NARRATUR” è di te che si parla in questa favola).
Solo che questa non è una favola, ma uno dei tanti esempi che ci insegnano a non arrenderci mai.

Volantino dell’Organizzazione della Libertà della Contea di Lowndes