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La politica pavese finisce nel ridicolo

by Rino Arrigoni

29 novembre 2021

PAOLO CATTANEO

Le regole arcane per le elezioni provinciali hanno mostrato tutta la loro insensatezza al punto che ora se ne lamentano anche i dirigenti del PD che pure le hanno votate.

Ci troviamo due liste leghiste in competizione tollerate dalla dirigenza leghista che non vuole o non può prendere iniziative contro i dissidenti guidati da Ciocca.

E’ evidente che questa rissa è dovuta alla volontà di spartirsi i fondi del PNRR tra correnti della Lega e del centro destra.

Il centro sinistra prima cerca un accordo con la Lega, poi tenta di buttarsi nelle contraddizioni leghiste, poi a 5 giorni dalla scadenza tenta di raccogliere le firme per la presidenza con molti poco convinti della scelta. Raccolta fallita per il presidente che ne necessitava circa 320 tra sindaci e consiglieri.

D’altra parte fare una campagna che contrasti la Lega quando si governa assieme a Roma è difficile.

In una provincia con circa 185 comuni quasi tutti piccoli o molto piccoli con consiglieri ‘civici’ ha raccolto le firme chi ha sviluppato nei piccoli comuni della provincia facilmente influenzabili un controllo quasi feduale.

Alla fine è passata l’idea che è meglio stare comunque con i vincitori per gestire i fondi del PNRR.

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