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Lettera alla scuola di Mortara

by Rino Arrigoni

3 Giugno 2025

ADRIANO ARLENGHI

Il dramma della popolazione di Gaza non può lasciare indifferente il mondo della scuola. I numeri del massacro sono impressionanti: 54.000 morti, tra cui 15.000 bambine e bambini; 14.000 bambini orfani; 130.000 feriti; oltre un milione di minori necessita di sostegno psico-sociale; un’intera popolazione rischia di morire di fame e di sete. Sono stati distrutti oltre 2.300 spazi educativi, tra edifici scolastici ed aule universitarie. Siamo davanti ad una catastrofe umanitaria che avrà ripercussioni gravi anche nel futuro.
Il Collegio dei docenti e il Consiglio d’istituto di una scuola a Palermo hanno così sentito l’urgenza di prendere parola, di esprimere la propria voglia di pace, di mobilitarsi perché non si può rimanere inermi davanti all’orrore di questi mesi. Così hanno esposto un lenzuolo sulla facciata della stessa per chiedere la fine del bombardamento su Gaza, hanno organizzato un girotondo rumoroso attorno ai plessi scolastici perché hanno ritenuto necessario rompere il silenzio e ancora hanno chiesto agli abitanti del quartiere di esporre un lenzuolo sui balconi per condividere l’impegno della scuola.
Il lenzuolo è bianco, è un simbolo di pace e di riscatto, anche per la loro scuola. Fu proprio Giuliana Saladino, dopo la strage di Capaci del 1992, a far diventare il lenzuolo bianco simbolo della mobilitazione popolare contro la mafia. Hanno chiesto infine a tutto il mondo dell’educazione di prendere parola, di urlare lo sdegno per il massacro della popolazione palestinese, di chiedere la fine dei bombardamenti su Gaza, di riprendere in mano la bandiera della pace. Questo hanno scritto “ è compito della scuola che, se non si occupa del presente, rischia di rendere inutile lo studio della Storia. I bambini e le bambine palestinesi sono nostri alunni, sono nostri figli e non vogliamo sentirci colpevoli del reato di indifferenza. La Storia ricorderà chi ha parlato e chi è rimasto in silenzio”.
Infine hanno sostenuto che il loro impegno è perfettamente inscritto nella missione educativa della scuola della Repubblica, in ottemperanza agli obiettivi prioritari delle indicazioni nazionali per il curricolo della scuola dell’infanzia e del primo ciclo d’istruzione, secondo i quali bisogna: “Diffondere la consapevolezza che i grandi problemi dell’attuale condizione umana possono essere affrontati e risolti attraverso una stretta collaborazione non solo tra le nazioni, ma anche fra le discipline e fra le culture.”
Prendere parola è il compito principale che ha la scuola italiana. Mi piacerebbe se avvenisse qualcosa di simile anche nella mia città.

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