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Mettiamoci il cuore in pace

by Rino Arrigoni

14 Settembre 2024

ADRIANO ARLENGHI

Due ore e mezza di dibattito con la scusa/occasione di festeggiare i 170 anni della nascita delle tratte ferroviarie Alessandria Mortara Novara e Alessandria Mortara Milano, hanno prodotto in molti dei partecipanti all’incontro di stasera alla biblioteca Civico 17 di Mortara, l’idea che tutto ormai è inutile.

Nel dibattito sono intervenuti i responsabili della Direzione generale dei trasporti di Regione lombardia, i responsabili dello sviluppo infrastrutturale dell’area nord ovest di Rete ferroviaria italiana e molti altri tecnici che con i loro interventi sono riusciti a dare ai pendolari una certezza.

Non avranno su queste linee trasporti migliori, non avranno meno ritardi e soppressioni, non avranno meno sovraffollamento e continueranno come stasera a godere dei ritardi in questo caso procurati dell’ obsolescenza dei passaggi a livello. Questo perché a differenza di altri sistemi ferroviari europei , dove è tutta un’altra cosa , qui lo scontro di competenze tra Regioni, burocrazie, mancanza di dialogo, e poi l’incapacità dei comuni sulle tratte di sedersi davanti ad un tavolo e ragionare dal punto di vista di chi usa il ferro per lavoro e per studio, non permetterà di avere linee ferroviarie all’altezza della modernità. Per lo meno in questo secolo.

Dopotutto l’Italia ha sempre puntato sulla gomma e oggi non riesce nemmeno a comprendere che la questione ambientale, e quella della sicurezza, avrebbero bisogno di un passo diverso. Per quanto riguarda la linea per Milano, alla quale tengo particolarmente perché è quella che frequento da quasi mezzo secolo, sì è assistito nel corso dei lustri a una serie di disfatte. Il desiderio del famoso secondo binario che è nel dibattito pubblico dagli anni settanta con i suoi tanti studi prospettici anche di recupero dell’ utenza potenziale, è fallito miseramente. Nemmeno la possibilità che non si presenterà mai più, di attingere ai grandi fondi per infrastrutture previsti dal Pnrr, ha permesso di resuscitare tratteggi di speranza. Non rimane che rassegnarsi

Fallita l’idea del raddoppio, persasi nelle nebbie la possibilità di un raddoppio selettivo, fallito persino il tentativo di riuscire a raddoppiare almeno quei cinque chilometrici di linea da Albairate ad Abbiategrasso che avrebbe comportato grandi vantaggi nella fluidità del trasporto e ancora incassata la voracità dei comuni che nel tempo hanno chiesto miracoli, ecco come si è abortita ogni speranza. Ne sono certo, l’idea di avere una linea ferroviaria per Milano che non sia figlia di un dio minore non diventerà mai reale. Almeno in questo secolo.

Ce la sta mettendo proprio tutta Franco Aggio, presidente dell’associazione pendolari Mimoal ed eletto anche alla Conferenza regionale del trasporto pubblico locale che e’ un organo consultivo di Regione Lombardia, per portare la voce dei pendolari ai piani alti delle istituzioni. Generoso e impossibile, quello che a me sembra di capire, è il tentativo di far dialogare insieme Comuni , Province e Regioni e tutti coloro che si occupano dello spezzatino in cui è oggi organizzato il trasporto ferroviario.

Qualcosa certo è stato ottenuto, tre nuovi convogli viaggiano ora sulla linea e portano un po’ di speranza ai viaggiatori in sostituzione di treni vecchissimi e che avevano più di 35 anni di servizio. Tuttavia il suo tentativo portato avanti con generosità, parola che ripeto perché mi sembra la parola giusta, e con una competenza incredibile per fare arrivare la voce pendolare ai livelli istituzionali e mediatici e smuovere le amministrazioni del territorio, avrebbe bisogno per andare avanti di poteri miracolosi.

Franco insomma c’è la sta mettendo proprio tutta per convincere dell’importanza di una mobilità su ferro adeguata e sostenibile, evidenziando sempre anche le potenzialità economiche della stessa. Dall’incontro io ne sono uscito triste. Mi aspetto che il mio Sindaco che era presente, cominci a battere i pugni sui tavoli che contano della politica, perché questo è un lavoro che non può certo fare un’associazione. In chiusura Aggio ha chiesto proprio questo.

Speriamo.

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