22 agosto 2022
Il progetto di costruzione del nuovo Eurospin in area Stomboli, purtroppo, comincia a prendere forma. Si tratta dell’ottavo supermercato a Mortara (come se non ce ne fossero già abbastanza…) voluto dall’amministrazione Facchinotti. La prima fase dei lavori ha visto la realizzazione della monumentale pista ciclabile che dalla rotonda dell’ospedale porta all’abbazia di Sant’Albino: sono i cosiddetti lavori di compensazione ambientale, che altro non sono se non una enorme operazione di ecologismo di facciata. Il nuovo Eurospin, con annesso Burger King, andrà semplicemente a deturpare il territorio e la via Francigena.
Chissà cosa penseranno i pellegrini in arrivo da Francia e Inghilterra quando, attraversando la nostra città, vedranno questo monumentale colosso di cemento…
La pista ciclabile costruita per dare una spruzzatina di ambientalismo di facciata non compenserà in alcun modo la devastazione del nostro territorio. Si tratta, sembrerebbe quasi, di una vera e propria autostrada. Doppia pista ciclabile, doppia corsia per auto e tir e come spartiacque un separé di tutto rispetto. Ci poniamo una lecita domanda: gli urbanisti hanno realizzato questa monumentale opera di greenwashing perché interessa loro dei pellegrini che dall’abbazia si dirigono verso l’ospedale oppure per agevolare le folle di auto incolonnate per giungere al nuovo supermercato che sorgerà dove prima andavamo a comperare i gerani e la portulaca?
A darle uno sguardo oggi, comunque, viene da piangere. La pista ciclabile è invasa dalle erbacce e tra qualche mese diventerà, come ha scritto precedentemente in un post anche il compagno Adriano Arlenghi, un tappeto verde su cui giocare a biliardo. Siamo certi che le associazioni ambientaliste locali vedendola inorridirebbero. A Mortara occorre realizzare un piano commerciale ed urbanistico serio che non tenga conto delle pressioni speculative.
Insieme alle associazioni, dobbiamo ribadire alcuni punti essenziali, che sono contenuti anche nel programma nazionale di Unione Popolare: stop al consumo di suolo e no alle cementificazioni del territorio.




