10 Febbraio 2026
Ogni 10 febbraio siamo costretti ad assistere alla perpetua falsificazione e strumentalizzazione della memoria. Ogni anno la storia viene riscritta, i carnefici diventano le vittime mentre gli oppressi diventano colpevoli. I numeri dei morti delle foibe vengono usati come semplice strumento di propaganda, aumentano o diminuiscono a piacimento di chi scrive. Ora poche migliaia, ora diecimila ora quarantamila. Basterebbe leggere la stampa di oggi per accorgersene.
Eppure la realtà storica parla di popoli, quelli slavi dell’Alto Adriatico, vessati e oppressi da un regime fascista che per anni ha vietato la loro lingua, la loro cultura e le loro tradizioni. Si parla del fenomeno del fascismo di confine, iniziato con stragi e violenze già nel 1919, ben prima della marcia su Roma. Si parla di rastrellamenti, incendi punitivi di villaggi e di migliaia di morti nei campi di concentramento italiani nel confine orientale, tra cui il tristemente noto campo di Arbe.
Si parla di esecuzioni e rappresaglie legate al tremendo contesto bellico, inserite nel fenomeno della “resa dei conti”, vendute come un grande piano di sterminio anti-italiano. Come un presunto piano di pulizia etnica, dimenticando volontariamente che interi battaglioni dell’esercito di liberazione Jugoslavo erano composti da italiani. Dimenticandosi del distaccamento della Brigata Garibaldi attivo ed operante in Montenegro, al fianco dei partigiani jugoslavi nella comune lotta contro l’oppressione nazifascista.
Il Giorno del Ricordo, istituto nel 2004, è stato fortemente voluto dal governo di destra allora in carica, per speculare su una vicenda drammatica e per costituire un contrappeso al 27 gennaio e al 25 aprile. Speculazioni, falsi storici, miti creati a tavolino, come la storia della foiba di Basovizza o di Norma Cossetto. Noi, invece, vogliamo ricordare tutto: l’odio anti-slavo, la dominazione fascista, l’oppressione, le violenze, le stragi, la lotta dei partigiani italiani, croati e sloveni per la libertà dei popoli e della nostra terra.
Oggi ci troviamo al potere il governo più nero della storia repubblicana, composto da orgogliosi estimatori del regime fascista.
Ricominciando la storica crociata, per riscrivere e manipolare la storia per il proprio tornaconto politico, sfruttando le vittime di quegli anni come semplice argomento demagogico ed elettorale.
Le istituzioni regionali e nazionali di estrema destra, in questa giornata ribalteranno nuovamente la storia, rendendo il regime occupante fascista la vittima, con il sempreverde mito degli “italiani brava gente” ed i popoli jugoslavi oppressi i brutali carnefici. Naturalmente nessuno andrà a visitare la Risiera di San Sabba, l’unico campo di sterminio in suolo italiano, dove furono trucidati in migliaia oppositori politici, in particolare sloveni e croati. Trucidati per aver tentato di opporsi ad un regime disumano.
Oggi come ieri è fondamentale continuare a ricordare la memoria storica, il sacrificio dei combattenti partigiani e gli orrori del regime fascista.
Che il 10 febbraio diventi la giornata del ricordo delle vittime del fascismo, vittime che partono in Libia, passando per l’Etiopia ed arrivando fino alla tremenda occupazione della Jugoslavia.
SMRT FAŠIZMU SLOBODA NARODU!
GIOVANI COMUNISTI/E