Home » Pavia: morire in bici quando si è tranquillamente in pensione

Pavia: morire in bici quando si è tranquillamente in pensione

by Rino Arrigoni

6 Maggio 2023

Morire in bici quando si è tranquillamente in pensione, è oggi l’esito della scelta in favore delle quattroruote presa decenni fa.

In quel contesto di motorizzazione dominante si stabilirono i parametri per la costruzione delle strade extraurbane e della relativa circolazione di uomini e mezzi.

Sulla strada dove è morto Sabato 22 Aprile Ermes Del Bò non vi è nessuno spazio per uomini e la strada è pensata solo per i mezzi a motore.

I giornali titolano ” incidente in tangenziale”, ma non è così!

Questa è una approssimazione dai contorni beffardi. Ancora una volta si scarica la colpa sul ciclista!

Ermes del Bò stava pedalando lungo una strada extraurbana e comunque di campagna che collega Pavia a Cura Carpignano.

Questa è una strada pericolosissima, molto stretta, che è poi lo sbocco della Strada Provinciale 235 una volta superato il ponte della tangenziale. Qui la larghezza della carreggiata mette in serio pericolo ciclisti o pedoni visto che manca ogni tipo di spazio per il transito in sicurezza. Ai lati di questa strada di campagna solo fossi maltenuti, sterpaglia e rifiuti di ogni sorta. 

Denunciamo l’inadempienza dell’ufficio tecnico e dell’assessorato alla viabilità che tante parole lancia a favore della mobilità leggera. 

Chiediamo un intervento seppur minimo di adeguamento e di messa in sicurezza sulla via Lodi permettendone una fruizione sicura ai ciclisti e perché no a chi dovesse muoversi a piedi.

Questa giunta non può solo rincorrere operazioni di facciata all’inseguimento di bandi europei all’insegna del mantra “Smart” quando poi permette ad incolpevoli automobilisti di ferire o uccidere pedoni e ciclisti.

Paolo Walter Cattaneo e Dario Minotti

Partito della Rifondazione Comunista, Pavia

                      

Potrebbe piacerti anche