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Presidio di Rifondazione Comunista di Mortara al passaggio della fiaccola olimpica dei giochi invernali

by Rino Arrigoni

15 Gennaio 2026

MILANO–CORTINA 2026: UN’OLIMPIADE CONTRO I TERRITORI, CONTRO LE PERSONE, CONTRO IL FUTURO

Le Olimpiadi invernali di Milano–Cortina 2026 sono la prova definitiva che non è più tempo di grandi opere inutili, costose e dannose. Dietro la retorica dello sport e dello sviluppo si nasconde un modello fallimentare che scarica i costi su cittadinanza, ambiente e lavoro, mentre profitti e visibilità restano a pochi.

DEVASTAZIONE AMBIENTALE
Le montagne vengono sacrificate sull’altare dell’evento: foreste abbattute, cemento ovunque, ecosistemi distrutti. La pista da bob di Cortina è l’emblema di questo scempio: centinaia di alberi ultracentenari abbattuti, un serpentone di cemento lungo oltre un chilometro e mezzo, e quasi un miliardo di litri d’acqua necessari per innevare artificialmente impianti destinati all’abbandono. Mentre l’agricoltura soffre la siccità e i comuni vengono riforniti con autobotti, l’acqua diventa neve… destinata a sciogliersi. Il tutto senza vere valutazioni ambientali, aggirate in nome dell’emergenza olimpica.

QUESTIONE ABITATIVA: CACCIATI PER FAR POSTO AI GIOCHI
Le Olimpiadi sono anche uno strumento di espulsione sociale. A Milano aumentano sfratti e precarietà abitativa, a Cortina gli affitti brevi schizzano alle stelle. Le persone vengono allontanate dai centri, mentre nascono villaggi olimpici-dormitorio, costosi e inutili per chi vive e lavora davvero quei territori.

LAVORO SENZA TUTELE, LAVORO CHE UCCIDE
Dietro i cantieri olimpici c’è la solita piramide di appalti e subappalti, fatta di contratti precari, turni massacranti e sicurezza sacrificata. Pietro Zantonini, morto lavorando in un cantiere legato ai Giochi, non è una fatalità: è l’ennesima vittima di un sistema che mette il profitto prima della vita. Queste Olimpiadi si costruiscono sullo sfruttamento, sul lavoro povero e sul silenzio istituzionale. Noi diciamo basta: si lavora per vivere, non per morire.

SPONSOR E GREENWASHING
A rendere il quadro ancora più indegno ci sono gli sponsor: ENI, Intesa Sanpaolo, Coca-Cola. Aziende responsabili di devastazione ambientale, saccheggio delle risorse idriche, finanziamento del fossile e dell’industria bellica. Le stesse che contribuiscono alla crisi climatica che sta cancellando neve e ghiacciai, oggi si travestono da sostenibili grazie ai grandi eventi sportivi. È puro greenwashing.

DIFENDERE LO SPORT SIGNIFICA OPPORSI A QUESTE OLIMPIADI
Criticare Milano–Cortina 2026 non significa essere contro lo sport, ma difendere gli sport di montagna, i territori e il diritto di tuttə a un pianeta vivibile. Nessuno slogan ricostruirà i ghiacciai persi. Nessuna medaglia giustifica la distruzione del futuro. La torcia olimpica che passerà anche nella nostra provincia non porta luce: brucia ciò che incontra. Rompiamo il silenzio. Cambiamo le priorità. Mettiamo al centro ambiente, lavoro, diritti e giustizia sociale.

Rifondazione Comunista – Giovani Comunisti – Mortara

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