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12 Giugno 2026

ADRIANO ARLENGHI

Finiti i gazebo e i palchi della kermesse elettorale, quando i riflettori della propaganda si spengono e i grandi partiti ritirano le proprie bandiere, i compagni invece rimangono e sono ancora lì tutti sulla piazza.

Saldi e presenti, perché per loro, come sempre è stato e come sempre sarà, l’essenza stessa della politica sta nel ragionare con la gente in mezzo al mercato, confrontandosi sui piccoli e grandi problemi locali e sulle immense sfide nazionali. Stamattina a Mortara l’attenzione si è concentrata sul tema scottante di una tassa patrimoniale, un argomento che tanto fa discutere non solo nei corridoi delle assise parlamentari ma anche tra i banchi della spesa, concentrandosi in particolare sui grandi patrimoni che superano la soglia dei 2 milioni di euro.

Si tratta di un tema affrontato egregiamente e con estrema lucidità proprio stamattina anche nelle frequenze di Radio Popolare, dove si è spiegato chiaramente come questa misura sia lo strumento ideale per generare qualche decina di miliardi di euro necessaria e sufficiente a rimettere finalmente in sesto, in primis, la nostra sanità pubblica, andando ad abolire radicalmente le vergognose e infinite liste d’attesa che negano il diritto alla cura, ma servendo anche a finanziare la scuola pubblica e gli altri servizi essenziali.

Insomma, parliamo di un piccolo, quasi impercettibile gesto di generosità e giustizia da parte di chi possiede ricchezze smisurate a favore di un ripristino globale di uno stato sociale che invece, sotto i colpi dei tagli continui, sta drammaticamente andando a ramengo. Andando a guardare nel dettaglio i dati numerici e il significato economico profondo di questa specifica operazione sul sito di Rifondazione, emerge poi chiaramente la solidità della campagna per una legge di iniziativa popolare denominata “1% Equo”: la proposta prevede un’imposta progressiva dello 0,5% sui patrimoni netti superiori a 1 milione di euro, che sale all’1% oltre i 2 milioni, fino a raggiungere il 2% sopra i 50 milioni, escludendo totalmente dal calcolo la prima casa e i beni strumentali.

A livello macroeconomico e statistico questa tassa andrebbe a colpire appena lo 0,8% della popolazione italiana, lasciando intatti i risparmi della stragrande maggioranza dei cittadini, ma permettendo allo stesso tempo di recuperare e ridistribuire una cifra colossale stimata tra i 26 e i 60 miliardi di euro ogni anno, risorse fresche che verrebbero immediatamente vincolate per legge al welfare, agli asili nido, ai trasporti e alla transizione ecologica. Molto più delle 50.000 firme richieste dalla Costituzione per presentare una legge di iniziativa popolare sono già state felicemente raccolte in tutta Italia, eppure la mobilitazione non si ferma affatto e si prosegue con determinazione raccogliendole sia attraverso i canali delle firme elettroniche con lo Spid, sia e soprattutto in maniera cartacea e manuale, perché è proprio il contatto umano a rendere bella e importante questa grande battaglia sociale.

A Mortara la mattinata di oggi ha fruttato almeno una trentina di firme fresche, in sostanza trenta persone in carne e ossa si sono fermate con pazienza al banchetto. A loro è stato spiegato nel dettaglio il motivo politico e sociale per cui eravamo lì e loro dopo aver ascoltato, hanno detto apertamente di essere d’accordo e hanno firmato i moduli con convinzione. È stata una giornata molto piacevole, tra l’altro, favorita da una splendida cornice primaverile in cui il primo vero caldo della stagione comincia a sciogliere le diffidenze e a regalare a tutti la voglia di scambiare parole, riflessioni e sorrisi sinceri all’aperto.

Tanti compagni storici e nuovi sostenitori sono venuti appositamente a trovarci, alcuni solo per apporre la propria firma, altri per rimanere a lungo con noi a fare capannello, discutere della situazione cittadina e condividere un pezzo di cammino. E tra essi due splendide bimbe che, munite di yoyo colorati con cui facevano acrobazie in mezzo alla via, si sono divertite un mondo anche a fare le attiviste, distribuendo i foglietti informativi a cui la gente di passaggio, colpita da tanta giovanile spontaneità, non osava assolutamente dire di no o rifiutare la consegna.

Questa straordinaria partecipazione dimostra che la voglia di riscatto e la richiesta di equità sono più vive che mai nella nostra comunità locale. Essere in piazza, in mezzo alla vita reale che pulsa, è sempre un’esperienza straordinaria, ma lo era in modo particolare e profondo stamattina a Mortara, in un contesto in cui l’intero mercato cittadino sembrava, come dire, molto più autentico, verace e popolare del solito, un’atmosfera unica arricchita e resa memorabile anche dalla presenza ravvicinata di un simpatico e instancabile ragazzo che, pur attirandosi inevitabilmente dietro un po’ di insulti e bonari rimbrotti da parte dei passanti per il troppo baccano, urlava a squarciagola e senza sosta di comprare le sue merci e di svuotare il suo banco, regalando a tutta la piazza quel sapore antico e insostituibile di una comunità che resiste al tempo e all’isolamento.

Avevamo anche le spallette. Ma soprattutto la voglia di esserci e sempre con un sorriso. E non potevano mancare i due nuovi consiglieri d’opposizione attesi probabilmente il 20 giugno al loro debutto ufficiale in consiglio comunale.

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