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Sicurezza a Mortara: chiarezza e coerenza, oltre le strumentalizzazioni

by Rino Arrigoni

4 Maggio 2025

SICUREZZA A MORTARA: CHIAREZZA E COERENZA, OLTRE LE STRUMENTALIZZAZIONI

In questi giorni si è parlato molto del comitato cittadino per la sicurezza, Mortara Si-Cura, a cui ho deciso di aderire, come cittadino privato, ormai più di un anno fa. L’ho fatto con spirito costruttivo, convinto che il tema della microcriminalità e dell’insicurezza percepita sia tra i più sentiti dalla popolazione mortarese, e con l’intento di colmare la distanza, oggi molto evidente, tra le istanze dei cittadini e le risposte, spesso ritenute inefficaci o insufficienti, dell’amministrazione comunale. Purtroppo, le azioni e le intenzioni di questo comitato sono state presto travisate e strumentalizzate, come si evince dalla lettura dei giornali, da alcuni settori politici, in particolare da forze della destra locale, con l’unico obiettivo di mettere in difficoltà l’attuale giunta comunale. Si tratta di un’operazione a mio avviso poco onesta dal punto di vista intellettuale: è vero che l’amministrazione in carica, a guida Fratelli d’Italia, non ha portato in alcun modo il cambiamento radicale promesso in campagna elettorale, ma è altrettanto vero che i critici più duri di oggi sono gli stessi amministratori che per dieci anni, con la Lega al timone, hanno prodotto il vuoto, lasciando in eredità proprio quei problemi che ora denunciano.

In questo clima, è arrivata anche l’affermazione infondata secondo cui io, e con me Rifondazione Comunista, saremmo favorevoli a soluzioni come le ronde, ritenute evidentemente più “muscolari” e mediaticamente attraenti. È bene chiarire: di ronde non si è mai parlato seriamente nel comitato. Anzi, l’esempio di Milano, dove le cosiddette “ronde anti-maranza” si sono rivelate inefficaci e spesso controproducenti, dimostra che non è quella la strada da percorrere.

Rifondazione, da sempre, crede nella prevenzione. È necessario intercettare le cause profonde della microcriminalità: tossicodipendenza, ludopatia, povertà educativa, disagio sociale e culturale. È su questi fronti che bisogna agire, con politiche pubbliche lungimiranti e coordinate, rafforzando l’intervento sui servizi sociali, la scuola, il lavoro, la casa.

Condivido alcuni obiettivi con il comitato, come la richiesta del ripristino della Polfer in stazione, un’esigenza che unisce cittadini di ogni orientamento politico e che nasce da problemi reali legati alla “microcriminalità pendolare”. Inoltre, un tavolo permanente sulla sicurezza sociale con il coinvolgimento di scuole, associazioni e servizi sanitari. Così come potrebbe essere utile un controllo di vicinato partecipativo, fondato sul dialogo e sulla collaborazione tra residenti, e non sulla delazione o sull’allarmismo.

In molti comuni dove Rifondazione è presente con consiglieri, abbiamo proposto soluzioni concrete: mappatura dei bisogni sociali, sostegno psicologico e formativo alle famiglie fragili, l’istituzione del vigile di quartiere, figura che può garantire un presidio costante e umano del territorio, instaurando un rapporto di fiducia con i cittadini. Anche a Mortara, queste sono le proposte che continueremo a portare avanti.

Alla luce delle recenti strumentalizzazioni e della crescente confusione ritengo non più utile la mia partecipazione nel comitato Mortara Si-Cura e quindi necessario praticare altri percorsi lasciando da parte le polemiche personali e i regolamenti di conti interni alla destra mortarese da sempre divisa, dove in troppi sembrano avere interesse ad usare il tema della sicurezza più per colpire gli avversari che per risolvere i problemi.

Il problema della sicurezza a Mortara esiste, è sotto gli occhi di tutti. Ma io non intendo permettere che il mio nome, la mia immagine o posizioni mai espresse, come l’appoggio alle ronde, vengano usate per mettere in dubbio la mia coerenza politica e personale. Né accetterò di diventare pedina in uno scontro tra diverse espressioni della borghesia e dell’establishment politico cittadino, animate da rancori e interessi che non mi appartengono.

Continuerò da ora in poi ad occuparmi di sicurezza, sì, ma con il mio Partito che ha elaborato per la nostra città precise proposte più volte espresse nell’azione politica e nello stesso Consiglio Comunale, tenendo conto delle pratiche positive di associazioni di volontariato, umanitarie e religiose. Molti cittadini, giustamente e comprensibilmente esasperati, invocano più repressione. Io, con coraggio e determinazione, continuo a credere che la vera soluzione sia nella prevenzione, nel lavoro paziente e quotidiano per ricostruire un tessuto sociale più giusto, più coeso, più sicuro per tutti.

Massimiliano Farrell

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