19 Giugno 2025
Il Partito della Rifondazione Comunista – Circolo di Mortara, interviene nel dibattito pubblico sul tema della “sicurezza” cittadina, rigettando con fermezza le posizioni allarmistiche e strumentali che, con crescente frequenza, prendono di mira in modo pregiudiziale i negozi etnici e le presenze straniere nel centro urbano.
Troviamo paradossale che proprio chi, da anni, ha sostenuto e promosso la liberalizzazione selvaggia del commercio – con aperture domenicali e notturne che hanno distrutto il piccolo commercio di prossimità – oggi si scandalizzi per l’orario prolungato di esercizi gestiti da cittadini stranieri. È lo stesso centrodestra che ha favorito l’invasione dei supermercati e la desertificazione dei centri storici, ma ora inscena una campagna d’odio contro chi, con sacrificio, tiene viva l’economia di quartiere. Non ci stiamo. Non è vietando la vendita di birre dopo una certa ora o chiudendo un kebab che si costruisce una città più sicura e vivibile.
La sicurezza si costruisce con servizi, coesione sociale, spazi pubblici aperti e vissuti, non togliendo panchine o spegnendo il WiFi come misure “anti-degrado”. Queste decisioni sono non solo inefficaci, ma anche profondamente discriminatorie. Le panchine non sono il problema. Lo è l’abbandono degli spazi comuni, la mancanza di opportunità per giovani e famiglie, l’assenza di politiche culturali e di inclusione.
La risposta non è la paura, ma la partecipazione. Serve una città che si riprende i suoi spazi con eventi ricreativi, culturali e musicali, con iniziative in piazza, con momenti di incontro tra comunità. Serve una Mortara che non chiude, ma apre. Che non divide, ma unisce.
Inoltre, esprimiamo forte preoccupazione per il dilagare di fake news e narrazioni deleterie, alimentate irresponsabilmente anche da alcune forze politiche e pagine social locali, che non si fanno scrupolo di distorcere i fatti per costruire un clima di tensione e odio. L’episodio del presunto barbecue in piazza del Municipio è emblematico: da momento isolato e marginale si è trasformato – grazie a una narrazione strumentale – in pretesto per alimentare campagne razziste, ben lontane da una reale analisi dei problemi. Non si combatte il disagio sociale creando nemici immaginari, ma affrontando le cause vere dell’esclusione e della povertà.
Chiediamo quindi:
– il rilancio di politiche sociali e culturali inclusive;
– la valorizzazione del commercio locale senza discriminazioni;
– il ripristino e la cura degli spazi pubblici come beni comuni;
– un’informazione corretta e responsabile da parte di istituzioni e mezzi di comunicazione.
La sicurezza non si conquista con le ronde mediatiche o con le crociate contro le panchine. La sicurezza nasce dalla giustizia sociale, dalla solidarietà e dalla dignità per tutti.
Partito della Rifondazione Comunista – Circolo di Mortara
Giuseppe Abbà
Massimiliano Farrell