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Un paese spaccato

by Rino Arrigoni

Con la firma da parte del Presidente della Repubblica Mattarella del disegno di legge Calderoli, licenziato tra gli applausi all’unanimità del governo Meloni, spetta ora al Parlamento decidere.

Seguiremo con attenzione massima e vigilanza democratica e popolare altissima se il Parlamento avrà il deprecabile coraggio, dopo l’ignominia della modifica del Titolo V da parte del centro-sinistra, di stracciare la Costituzione e attentare all’unità del Paese.

L’autonomia differenziata non può passare né così, né in un altro modo: non si tratta con chi vuole colpire a morte i fragili e disunire definitivamente il Paese.

Il Presidente della Repubblica ha il dovere costituzionale di non promulgare nessuna legge che violi la Costituzione antifascista e men che mai che prefiguri una demolizione delle sue fondamenta. Negli ultimi decenni, dopo la morte del partigiano Pertini, la Costituzione è stata costantemente violata anche con leggi ordinarie e il 70% della Costituzione resta ancora inattuato.

È ora che la Repubblica, quindi il popolo, attraverso il combinato disposto degli articoli 1 e 3 della Carta, rimuovano gli ostacoli all’attuazione della Costituzione.

Come Unione popolare sentiamo il compito di contribuire a farlo, in primo luogo appellandoci a due principi costituzionali: rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale allo sviluppo della persona umana e ripudiare la guerra.

La nostra promessa è che l’autonomia differenziata sarà la Caporetto del governo Meloni e dei suoi finti oppositori.

Comunicato del Coordinamento provvisorio di Unione Popolare

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