4 luglio 2022
A un anno di distanza dall’ultima lettera sull’argomento ritorniamo a discutere di urbanistica.
Rispetto a giugno 2021 la situazione è cambiata perché si è allargato l’insieme lista degli interventi contestati e/o programmati in aree verdi.
Una lista incompleta è:
- – il Super Market di Viale Cremona
- – Caserma dei Vigili del Fuoco in Pavia Nord
- – Palazzine in Via Marangoni in Pavia Ovest
- – Villette in Borgo Ticino
- – Villette alla Vernavola
- – Area Necchi con spostamento della prevista fermata ferroviaria
Una novità è che questa bulimia edificatrice è contestata persino dai responsabili provinciali dei partiti della maggioranza.
Se aggiungiamo la risposta piccata del capogruppo di FI in consiglio comunale, ci sarebbe materiale abbondante per una crisi di maggioranza e ritorno al voto.
Ovviamente non succederà e l’agonia proseguirà fino alla scadenza naturale tra opachi litigi tra le fazioni della maggioranza.
Il punto però è perché a Pavia come a Milano l’attività delle amministrazioni ruoti da decenni attorno all’edilizia e il territorio sia visto come un bancomat per sostenere una crescita economica che non trova alternative.
E che periodicamente si metta mano a un Piano Generale del Territorio, già permissivo di suo, per favorire ulteriormente la rendita edilizia, nonostante le reiterate dichiarazioni delle forze politiche per lo stop al consumo di suolo, tra cui i responsabili provinciali dei partiti della maggioranza pochi giorni fa.
La risposta è che a Pavia da decenni l’unico modello di sviluppo, oltre alla sanità, è lo sfruttamento del territorio per una classe imprenditoriale miope e parassitaria che non è mai riuscita a proporre alternative dopo la deindustrializzazione che ha devastato il tessuto produttivo pavese.
Pavia vive di università, sanità e tanta rendita immobiliare, per chi non è inserito in questi circuiti c’è tanto lavoro povero e pendolarismo verso Milano.
Nemmeno la presenza dell’università e gli enti di ricerca ha stimolato la nascita di posti di lavoro qualificati.
Più si incoraggia la speculazione edilizia tanto minore sarà lo stimolo verso la creazione di posti di lavoro di qualità.
Paolo W. Cattaneo,
Partito della Rifondazione Comunista, Circolo di Pavia