15 Ottobre 2026
MILU’ CHISARI
Il ritorno delle tende degli universitari a Pavia è il segnale di un’emergenza che continua a essere ignorata: quella del caro-affitti e del costo della vita, che colpisce in modo sempre più pesante le giovani generazioni e le famiglie che non riescono più a sostenere spese essenziali.
Quando una studentessa o uno studente è costretto a protestare per ottenere un alloggio dignitoso, significa che qualcosa non funziona profondamente nel nostro modello sociale. L’università dovrebbe rappresentare uno strumento di emancipazione, crescita culturale e riscatto sociale, non un percorso riservato a chi può permettersi affitti insostenibili, stanze sovraffollate o lunghi spostamenti quotidiani.
Per Rifondazione Comunista, il diritto allo studio è inseparabile dal diritto alla casa. Non basta proclamare che l’istruzione deve essere accessibile a tutte e tutti se, nella realtà, migliaia di giovani rischiano di dover rinunciare a un percorso universitario perché non possono permettersi di vivere nella città in cui studiano.
Il problema non riguarda soltanto Pavia. Il caro-affitti attraversa numerose città universitarie italiane e si inserisce in una crisi sociale più ampia, segnata dalla precarietà del lavoro, dai salari insufficienti e dall’aumento del costo della vita. A pagare il prezzo più alto sono soprattutto le persone che non dispongono di un sostegno economico familiare, gli studenti provenienti dalle classi popolari e chi sogna di costruire il proprio futuro attraverso lo studio.
Non possiamo accettare che l’accesso all’università dipenda dal reddito della famiglia di provenienza. Non possiamo considerare normale che il mercato immobiliare determini chi abbia diritto a studiare e chi, invece, sia costretto a rinunciare.
Servono scelte politiche precise e investimenti pubblici strutturali. Occorre ampliare realmente l’offerta di residenze universitarie pubbliche, garantire alloggi a prezzi accessibili, rafforzare il sistema delle borse di studio e contrastare ogni forma di speculazione abitativa. È necessario, inoltre, sostenere il diritto alla casa attraverso politiche pubbliche capaci di rispondere ai bisogni sociali, anziché lasciare interamente al mercato un diritto fondamentale.
Le tende degli studenti non sono il problema: sono il simbolo di un problema che la politica non può più fingere di non vedere. Sono la voce di una generazione che chiede di poter studiare, vivere e progettare il proprio futuro senza essere schiacciata dalle difficoltà economiche.
Rifondazione Comunista è al fianco delle studentesse e degli studenti che rivendicano diritti, dignità e uguaglianza. La loro mobilitazione pone una questione che riguarda l’intera società: quale futuro può avere un Paese che non garantisce alle nuove generazioni neppure le condizioni materiali per formarsi e costruire la propria autonomia?
La risposta non può essere la rassegnazione, né l’invito ai giovani ad arrangiarsi. La risposta deve essere una politica che rimetta al centro i bisogni delle persone, investa nei servizi pubblici e riconosca nella casa e nell’istruzione diritti fondamentali, non merci accessibili soltanto a chi può pagarle.
Il diritto allo studio non è un privilegio. La casa non è un lusso. La dignità non è negoziabile.
Rifondazione Comunista continuerà a sostenere le lotte per un’università pubblica, gratuita e accessibile, per il diritto alla casa e per una società nella quale nessuno sia costretto a rinunciare ai propri sogni a causa della propria condizione economica.
Facebook Reel UDU – Unione degli Universitari
UDU – Unione degli Universitari · Audio originale
Ieri in Conferenza Stampa abbiamo chiesto un tavolo di confronto alla Ministra Bernini per parlare della prossima legge di bilancio.
Noi non siamo più disposte ad aspettare, il nostro tempo è ora.
Inondiamo le piazze, le strade, le università e le scuole, riprendiamoci le nostre città.
17 ottobre in piazza