28 Settembre 2026
Ieri in presidio a Pavia per una scuola pubblica, aperta e accessibile a tuttə.
Non esistono alunnə di serie A e alunnə di serie B. Non può essere la cittadinanza, la provenienza o la storia familiare di unə bambinə a stabilire chi può condividere la stessa aula e in quale misura.
La scuola pubblica ha bisogno di ben altro: investimenti, personale stabile, sostegno, mediazione linguistica e culturale, risorse per contrastare dispersione e disuguaglianze. Ha bisogno degli strumenti necessari per accogliere e accompagnare tuttə.
Per questo contestiamo un decreto che consideriamo xenofobo e discriminatorio, perché interviene sulla pelle di bambinə e ragazzə e trasforma le differenze in un problema da contenere, invece di affrontare le difficoltà concrete che le nostre scuole vivono ogni giorno.
L’inclusione non si costruisce con i tetti e con le separazioni. Si costruisce investendo nella scuola pubblica.
Oggi siamo in piazza per dirlo insieme, con una convinzione semplice:
A scuola nessunə è stranierə. E nemmeno fuori.


