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Mensa scolastica di Mortara: i conti del Comune non si regolano nel piatto dei bambini

by Rino Arrigoni

29 Settembre 206

CGIL PAVIA

CGIL Pavia, CISL Pavia – Lodi e UIL Pavia esprimono forte preoccupazione per la decisione dell’Amministrazione comunale di Mortara di servire un pasto differenziato ai bambini delle famiglie che risultano morose nel pagamento della mensa scolastica.

Riteniamo profondamente sbagliato che una questione economica che riguarda gli adulti venga fatta ricadere sui più piccoli, rendendo visibile, proprio nel contesto scolastico, la condizione economica o debitoria della loro famiglia.

Il Comune ha certamente il diritto e il dovere di recuperare i crediti dovuti e di chiedere alle famiglie il rispetto dei propri obblighi, ma esistono strumenti amministrativi, modalità di rateizzazione e servizi sociali con i quali affrontare le situazioni di morosità, distinguendo tra chi non può pagare e chi semplicemente non lo fa.

I bambini non possono diventare lo strumento attraverso il quale esercitare pressione sui genitori.

Ci preoccupa ancora di più la motivazione dichiarata alla base della scelta: l’idea che il bambino, ricevendo un pasto diverso e meno appetitoso, rispetto a quello dei compagni, possa lamentarsi a casa e indurre così la famiglia a saldare il proprio debito.

La mensa scolastica non è soltanto un servizio: è parte del tempo educativo, un luogo di socialità e condivisione nel quale le differenze economiche e sociali dovrebbero scomparire, o almeno non essere sottolineate, non rese immediatamente riconoscibili e mettere nel piatto di un bambino la situazione economica della sua famiglia significa attribuirgli una responsabilità che non gli appartiene.

Per questo auspichiamo che l’Amministrazione comunale di Mortara riconsideri questa scelta e individui modalità diverse per il recupero delle somme dovute, tutelando allo stesso tempo le risorse pubbliche e, soprattutto, la dignità e l’uguaglianza di tutte le bambine e di tutti i bambini.

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