26 Aprile 2023

PREGNANA MILANESE
AUDITORIUM COMUNALE Via Varese
Venerdì 28 Aprile 2023 ore 21.00 ENTRATA LIBERA
L’accento sulla A’
Ho scritto sui muri della città
Vogliamo Pace e Libertà
Canzoni e Storie di Pace, Resistenza, Liberta’
Da quel 25 APRILE che ha portato la LIBERTA’ dal nazifascismo e la fine della GUERRA guardando ad oggi concerto-tematico dei C A N T O S O C I A L E
Partendo dai versi della filastrocca di Gianni Rodari, da quel libro degli errori dove il più grande sulla terra era e resta
sempre: LA GUERRA drammaticamente anche oggi, i CANTOSOCIALE dopo i numerosi spettacoli appositamente
realizzati sulla Resistenza e presentati negli anni nella nostra penisola, quest’anno in occasione del 25 Aprile propongono
: L’ACCENTO SULLA A’, concerto-tematico con canti, musiche affiancate a monologhi brevi che raccontano storie
(da fonti orali) legate tra loro dall’esigenza di narrare e testimoniare. La Storia raccontata e cantata dalla Gente, dalle
trincee e i massacri della prima guerra Mondiale alle decimazioni e fucilazioni dei disertori alle rappresaglie contro i ribelli
–partigiani che resistettero in vari modi al nazifascismo. A distanza di 77 anni da quel 1945 è importante far Memoria per
ricordare GLI UOMINI che hanno sofferto combattendo per i valori che hanno lasciato in eredità alla nostra Repubblica
e alla sua Costituzione: Giustizia, Pace, Libertà. Questi temi saranno ricordati attraverso un percorso narrativo fatto di
canti sociali storici, canzoni appositamente scritte, musiche e brevi ma intensi monologhi costruiti su testimonianze e
racconti orali spesso frutto di ricerche del gruppo. Storie, voci e suoni che ci parlano di SOFFERENZE, del DRAMMA
della GUERRA soprattutto della gente e dei modi diversi con cui si è “suitable GUERRE MONDIALI e la RESISTENZA
messa in campo durante il, fascismo fino al 25 Aprile 1945 L’opposizione a quel clima culturale di odio, razzismo, guerra,
vincendo quotidianamente la paura con coraggio, attraverso la disubbidienza civile a fianco all’eroismo della
GUERRIGLIA PARTIGIANA. Un chiaro riferimento agli scenari di guerra di oggi e un doveroso tributo anche a chi resiste
oggi come ieri e quindi anche all’epica dei nostri partigiani sulle montagne ma anche chi ha rischiato la vita facendo da
collegamento e da sostegno logistico, nascondendoli e proteggendoli, anche quei semplici cittadini che con azioni
quotidiane di resistenza per lo più culturale si sono opposti in vari modi al regime. Il repertorio portante dello
spettacolo è costituito oltre che dai classici appositamente riarrangiati e musicalmente “rivitalizzati” come: La Canzone del
Piave (che viene “de-mitizzata”), Gorizia (tu sei maledetta), Bella Ciao (anche in un’inedita versione con testo tratto da “la madre del partigiano di Rodari), Fischia il vento, Dalle belle città, la Strehleriana; Ma mì”. Importante anche il recupero
di brani simbolo, veri e propri inni delle diverse brigate partigiane, operanti sia nell’Oltrepò che nel piacentino;
nell’alessandrino, in Val Sesia e d’Ossola e sull’Appenino ligure ‘come " La Brigata Garibaldi ", " Quando saremo a Varzi& quot; ,
Anche la poesia trova il giusto spazio nello spettacolo con suggestivi brani strumentali originali “costruiti” intorno ai versi
dei grandi poeti come Franco Fortini e non mancherà Beppe Fenoglio nel centenario dalla nascita con alcune letture da l
“Partigiano Johnny” oltre che del grandissimo Gianni Rodari poeta e scrittore; non solo per bambini, autore della
filastrocca che dà il titolo allo spettacolo; quell’”accento sulla A “dalla sua raccolta “la grammatica della fantasia” dove gli
errori sono i mancati diritti, le guerre e non gli accenti e le virgole mancanti e di quel “PROMEMORIA, ci sono cose da
fare…” mai dimenticato e riproposto ne “La luna bambina” in abbinamento ad un testo di P.P.Pasolini che ricorda il
dramma degli sbarchi dei migranti. Anche la canzone d’autore è presente con “Partigiani Fratelli Maggiori” “Dieci milioni
di uomini” frutto del lavoro compositivo dei Cantacronache primi tra tutti a reinventare e recuperare il repertorio della
canzone di protesta e partigiana. Importanti anche le canzoni originali che il gruppo ha composto negli anni Storia di Pozzol Groppo; sulla strage efferata di giovanissimi partigiani della brigata Cornaggia, ad opera dei repubblichini
sanguinari della Sicherheits, avvenuta nella scuola del piccolo centro pavese sul crinale della Val Staffora e della Val Curone, senza dimenticare Dòn cuntra le guèra; sugli scioperi per la pace delle filandere nel 1917.e “Non Pretenderai”
dedicato a Liliana Segre lettera canzone in risposta agli odiatori agli indifferenti dei nostri giorni
Il finale sarà un inedito e ’originale Inno di Mameli alias “Canto degli Italiani” sia per la musica, una versione quasi
Hendrixiana, sia per il testo privato di ogni enfasi retorica restituito alla gente comune.
L’ACCENTO SULLA A è un “lavoro” non solo di rivalutazione di un repertorio dimenticato ma anche di vera e propria ricostruzione di canti poco o mai eseguiti di cui si sono perse le tracce ma tutt’ora vitali e capaci di far riflettere oltre i
tempi e le mode, un appassionante abbinamento dei versi scritti con musiche originali di atmosfera folk-rock blues
comunque rispettoso della matrice popolare ed acustica.
I CANTOSOCIALE attivi da 24 anni sul territorio nazionale con concerti, spettacoli, lezioni, animazioni culturali in vari contesti;
dai teatri alle biblioteche ai club… dalle piazze ai centri sociali alle strade; partecipano spesso a feste popolari, rassegne e festival
musicali e sono ben conosciuti anche nelle scuole di diverso grado, dalle materne alle superiori oltre che per gli spettacoli
specifici su argomenti storici, anche per i numerosi laboratori di animazione alla lettura, di ricerca e teatralizzazione della cultura
orale e popolare. In particolare il lavoro in questi anni realizzato sulla Storia del nostro Paese con specifici spettacoli-tematici: dai Deportati nei Lager alla Resistenza, dal Risorgimento alla 1^ Guerra Mondiale alla Mafia, dalla civiltà contadina a quella
industriale agli omaggi ai Cantacronache a P.P. Pasolini., Gianni Rodari, Fortini-. B. Fenoglio… frutto di ricerche storiche ora liste
differenziate per territorio, li ha fatti apprezzare in tutta Italia. I Cantosociale pur privilegiando l’aspetto emotivo e sociale del
canto e della musica caratterizzandosi negli anni per il rigore storico sociale trasposto sul palco con non comune energia
passione che li avvicina alle forme più coinvolgenti di teatro musicale popolare rinnovato nelle musiche (oltre alle matrici popolari del folk non mancano influenze cantautorali blues, rock etniche e perfino jazz) e nei testi
Carcano Piero: voce, percussioni, kazoo
Rota Gianni: chitarra acustica ed elettrica, flauto, percussioni, voce
Buratti Davide contrabbasso. Basso elettrico, voce
Anzaldi Cristian: fisarmonica, chitarre elettriche e acustiche, voce…
Turcato Marcello sassofoni: soprano, tenore, alto… percussioni, voce
Info FB.: CANTOSOCIALE Cell Piero 3335740348